Aedo, multimedialità nell’arte

Aedo è una delle startup selezionate, con TwLetteratura, per il bando di Innovazione Culturale di Fondazione Cariplo. Maddalena Camera ce la racconta.

Aedo - Innovazione Culturale - Fondazione Cariplo
 
Arte e musei, arte e tecnologia: sembra che la vostra impresa sia focalizzata sulla conservazione e la valorizzazione (o, addirittura, proprio la diffusione della conoscenza) delle opere d’arte. Cosa manca al modo attuale di conservare e valorizzare l’immenso patrimonio artistico dell’Italia?

Se per secoli gli spazi museali sono stati una riserva per gli addetti ai lavori, responsabili dei contenuti e dei messaggi dei musei, recentemente si manifesta sempre più forte la richiesta di approcci “dal basso verso l’alto”, di dialoghi tra istituzioni e pubblico, che aprano musei e luoghi espositivi di fruizione e trasmissione di valori culturali ad altre voci. In un mondo tecnologico, la visita al museo non inizia più con una persona che entra nell’edificio e non finisce quando una persona ne esce. Collezionare oggetti reali e preservarli in contenitori fuori dalla realtà, imporre linguaggi e comportamenti antitetici a quelli diffusi in gran parte delle dinamiche quotidiane del pubblico (fidelizzato e potenziale) crea una forte scissione tra cultura e società contemporanea. Il pubblico attuale è più autore che semplice spettatore, partecipa attivamente nella costruzione di nuovi significati e nella creazione di nuovi contenuti, dentro e fuori dai luoghi di cultura. È quindi fondamentale cambiare prospettiva, mettere in discussione pratiche consolidate, ripensare al modo di trasmettere la cultura per portarla, o forse riportarla, ad essere parte integrante della vita di una società, generando innovazione e coesione.

Nella vostra presentazione sul sito di Fondazione Cariplo scrivete: “Abbiamo realizzato un nuovo format di fruizione del patrimonio culturale che viaggia su supporti tecnologici stabili interattivi e ad alta definizione, direttamente affiancati agli oggetti, e un sistema di storytelling per promuovere e valorizzare il patrimonio culturale nazionale e internazionale verso il grande pubblico”. Quanto è stato importante, per questo obiettivo, il digitale?

Il digitale è il cuore del progetto, lo strumento per generare nuovi contenuti e nuove esperienze. Le moderne tecnologie digitali sono estremamente versatili nel generare, gestire e diffondere grandi quantità di informazioni e progettarle per molteplici tipologie di pubblico: trasformano l’esperienza del visitatore, coinvolgendolo direttamente nella costruzione di nuovi contenuti e nuovi significati; contribuiscono a sviluppare una nuova accessibilità della cultura; hanno una relazione “intima e familiare” con l’utente; infine, possono fornire soluzioni anche economiche, accessibili e sostenibili per realtà di tutte le tipologie e le grandezze.

Ci siamo conosciuti durante il progetto di Innovazione Culturale di Fondazione Cariplo: qual è stato l’apporto più importante di questa esperienza? Quali competenze che prima non avevate avete sviluppato?

Ci siamo presentati a IC con un’idea, un grande entusiasmo e la consapevolezza che la direzione fosse quella giusta ma che ci fosse ancora molta strada da fare. Il percorso che abbiamo intrapreso ci ha aiutati a mettere a punto il progetto, a trovare la sua sostenibilità e a costruirne l’unicità. Questa esperienza però, più di ogni altra cosa, ci ha stimolati e in alcuni momenti “costretti” a mettere in discussione i nostri punti di vista, le nostre predisposizioni e convinzioni, fino a creare una squadra completa dalle nostre competenze individuali. IC ci ha affiancati nella ricerca di un equilibrio tra l’approccio imprenditoriale, la vocazione culturale e quella sociale.

Quali sono i vostri progetti nel futuro più immediato? Quali i vostri concreti prossimi passi?

A breve inaugureremo due progetti che hanno costituito due sfide parallele: da un lato l’inserimento dell’elemento tecnologico a integrazione di un museo che già vanta una forte componente storica e culturale e una forte vocazione sociale e didattica; dall’altro il collegamento di più luoghi culturali di una città, per trasformarla in un Museo dei musei. La nostra volontà è quella di sviluppare le potenzialità di interazione del nostro strumento con il pubblico e le sue applicazioni nei campi della didattica e dell’accessibilità della cultura.

Aedo: multimedialità nell'arteMaddalena Camera (@MaddalenaC_) – Laureata in Scienze dei Beni Culturali con specializzazione in Storia e critica dell’arte, è membro di INCCA Italia (International Network for the Conservation on Contemporary Art) nel percorso di “Azioni integrate per il rilancio della competitività del sistema economico-sociale” promosso dal Fondo Sociale Europeo. Ha lavorato al restauro di opere pubbliche e private, antiche, moderne e contemporanee. Cofondatrice di Aedo Società Cooperativa Impresa Sociale.

Aedo Società Cooperativa Impresa Sociale (@aedolab) – È un’Impresa culturale creativa e una startup innovativa di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale, nata dalla prima edizione del Bando IC Innovazione Culturale di Fondazione Cariplo. Con i suoi cinque soci fondatori (Maddalena Camera, Fabio Salvetti, Paolo Camera, Matteo Perelli e Flavia Tisato) e due preziosi collaboratori, Aedo costruisce percorsi narrativi per la valorizzazione e la promozione del patrimonio culturale verso il grande pubblico. Il suo sito Internet è www.adeolab.it

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