Il figlio di Tino

Il terzo appuntamento con Coniglioviola e “Le notti di Tino di Bagdad” di Else Lasker-Schüler è per mercoledì 8 luglio 2015.

 
Le notti di Tino di Bagdad” è un esperimento  di storytelling diffuso attraverso lo spazio pubblico, basato sulla realtà aumentata, che il duo artistico Coniglioviola conduce a Torino. L’opera della poetessa tedesca Else Lasker-Schüler è stata smembrata e diffusa attraverso la città per essere ricomposta dai lettori: ad alcune fermate degli autobus, i manifesti di #TinoBagdad invitano i cittadini a visualizzarli dalla smartphone con la app TINO, per osservare la scena animarsi.
 
Mercoledì 8 luglio 2015 | Il figlio di Tino | #TinoBagdad/03

Quando Plumm Pascià venne a Baghdad vide mio figlio Pull cavalcare un elefante bianco nella corte del palazzo, dietro di lui i suoi compagni di giochi andavano lungo il mosaico del muro, sempre in cerchio sulle pietre blu e verdi del cortile. Plumm Pascià è il principe d’Egitto più gentile; l’orgoglioso giocare di mio figlio gli piacque e si avvicinò a lui cerimoniosamente, come si fa col kedivè. Mio figlio gli fece omaggio della sua collana di teneri denti di coccodrillo, e si lasciò sollevare di sella dal principe sorridente, che lo baciò su entrambe le gote. “Le sue membra sono d’avorio. Voglio averlo con me al tempo della fioritura, nel mio palazzo, presso le cateratte.” – Dopo un po’ riceviamo un invito di Plumm Pascià. A Pull faccio confezionare un abito di piume, di seta gialla indiana, con una bordatura ricamata di perle, sui capelli bruni porta un fez blu notte con una lunga nappa d’argento. “Le sue membra sono d’ebano” ha detto Plumm Pascià, e Pull mi dà il tormento, perché non “son di zucchero”. Ma i giovani principi del gineceo temono la sua tirannia; lui li picchia se non fanno secondo la sua volontà, e le graziose principesse piangono. Ha di nuovo nascosto nelle nicchie le loro bambole. Plumm Pascià non interviene e le donne del gineceo guardano mio figlio con disapprovazione. E da ieri lui porta sul petto la medaglia d’oro con l’elefante dall’occhio di rubino, e questo significa che tutti gli devono portare gli stessi onori che si portano al pascià. E inoltre il principe l’ha fidanzato con le sue figlie, le principesse gemelle, che hanno un anno e mezzo e ancora la testa pelata. Ma vogliono sempre giocare con la nappa d’argento di Pull. – A Baghdad, che già ci attende, dai tetti pendono i tappeti variopinti con le frange, e la città è ornata di ghirlande. E Plumm Pascià diventa ogni giorno più melanconico e mi toccherà rimanere nel suo palazzo, presso le cateratte, e diventare la sua settantanovesima moglie.

(Trad. it. di Eloisa Perone © Mi)

 
Il figlio di Tino
 
Come si gioca
Giocare con Coniglioviola e TwLetteratura a #TinoBagdad è semplice. Ogni giorno, leggi il brano in calendario che verrà pubblicato su twletteratura.org. Installa l’app TINO (disponibile su Android e entro pochi giorni su iOS) e inquadra l’immagine per osservare il quadro prendere vita. Commenta l’episodio insieme alla comunità di @TwLetteratura con brevi messaggi di 140 caratteri: con un tweet puoi riassumere, parafrasare, trasformare o riambientare il testo a tuo piacimento. Puoi raccogliere i tweet più belli su Tweetbook e condividerli con la comunità. Interagisci online con i testi e con gli altri lettori. Leggi tutte le informazioni sul progetto “Le notti di Tino di Bagdad”.
 

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