L’apocalisse di Satta

Dal 19 ottobre leggiamo insieme il capolavoro di Salvatore Satta, Il giorno dei giudizio. Con noi, a “riscrivere” su Twitter uno dei massimi romanzi europei del Novecento, la comunità di Lìberos. Un gioco rivolto alle scuole, ma aperto a tutti.

 

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Salvatore Satta è spesso evocato fra gli autori da leggere col metodo TwLetteratura. Il romanzo capitale di Satta, Il giorno del giudizio, è in effetti uno dei capolavori della letteratura europea del Novecento, opera d’una bellezza assoluta, senza speranza, che tutti dovrebbero conoscere. Insieme a Lìberos, la comunità dei lettori sardi, abbiamo deciso di provarci. Il 19 ottobre parte dunque un nuovo esercizio di lettura/riscrittura su Twitter, da seguire con l’hashtag #TwSatta.

Il libro e le sue edizioni

Il giorno del giudizio fu stampato la prima volta a Padova nel 1977, per i tipi di Cedam. Tuttavia si tratta di un’edizione ormai irreperibile, se non in qualche biblioteca. Oggi troviamo il romanzo nella collana principale di Adelphi, dove uscì nel 1979 (Milano, 9a ediz.). L’opera è poi disponibile presso la medesima casa editrice, ma nella collana gli Adelphi (13a ediz.), a un prezzo inferiore. In alternativa il romanzo si può leggere da Ilisso (Nuoro, 1999), con la bella prefazione di George Steiner.

Alla base di tutte queste edizioni vi è un medesimo dattiloscritto, che Satta ricavò dalle proprie agende. Sul lavoro autoriale che porta dall’autografo al dattiloscritto illumina la bella edizione critica curata da Giuseppe Marci nel 2003 per la CUEC di Cagliari. Si vedono da un lato lo sforzo di Satta di mitigare il proprio preziosismo linguistico, senza peraltro rinunciarvi, dall’altro gli interventi strutturali al testo, le cancellazioni, gli spostamenti di interi capitoli. In particolare Marci ha portato alla luce una parte inedita del romanzo, che avrebbe forse dovuto seguire la mezza pagina con cui l’opera termina nelle edizioni Cedam, Adelphi e Ilisso. Esiste altresì un’altra edizione critica, anch’essa vagliata sulle agende di Satta, curata da Aldo Maria Morace per Il Maestrale (Nuoro, 2005).

Per il nostro esercizio di “riscrittura” su Twitter abbiamo in ogni caso deciso di attenerci alla vulgata a stampa, ossia alle già citate edizioni Cedam, Adelphi e Ilisso.

Come si gioca

Partecipare a #TwSatta è semplice. Basta procurarsi il libro e disporre di un account di Twitter. Devi leggere il romanzo rispettando il calendario condiviso (vedi qui sotto). E devi tradurre in brevi messaggi di 140 caratteri tutto ciò che la lettura ti ispira, capitolo dopo capitolo. Ogni tweet può contenere un commento, un riassunto o una citazione. Oppure può essere un esercizio di riscrittura, alla maniera di Queneau. Ricordati solo che non puoi superare la lunghezza massima imposta da Twitter per ciascun messaggio e che i tuoi tweet devono contenere l’hashtag #TwSatta, seguito – senza spazi – dalla barra e dal numero del capitolo a cui sono riferiti (ossia: #TwSatta/01, #TwSatta/02, #TwSatta/03 ecc.). In caso contrario la comunità non sarà in grado di identificarli nel mare magnum di Twitter.

Nel corso della riscrittura ti imbatterai in alcune figure di finzione. Al gioco parteciperanno infatti anche account di Twitter chiamati a interpretare Don Sebastiano, gli altri personaggi principali del romanzo e lo stesso Salvatore Satta. Seguici, e presto scoprirai tutti i protagonisti di questo teatro in 140 caratteri.

Infine puoi selezionare i tweet che ti hanno colpito di più durante il gioco e pubblicarli in una raccolta ragionata, da condividere a sua volta sui social network. Per questo ti suggeriamo di usare la piattaforma Tweetbook, gratuita e di facilissimo utilizzo.

Calendario

Il giorno del giudizio si compone di due parti diseguali. La prima contiene quasi tutto lo sviluppo del romanzo e consta di 279 pagine (ediz. Adelphi), divise in venti capitoli. La seconda parte si esaurisce in mezza pagina. Abbiamo dunque previsto di leggere l’intera opera in ventun giorni, secondo il seguente calendario:

  • 19 ottobre, capitolo I (#TwSatta/01)
  • 20 ottobre, capitolo II (#TwSatta/02)
  • 21 ottobre, capitolo III (#TwSatta/03)
  • 22 ottobre, capitolo IV (#TwSatta/04)
  • 23 ottobre, capitolo V (#TwSatta/05)
  • 24 ottobre, capitolo VI (#TwSatta/06)
  • 25 ottobre, capitolo VII (#TwSatta/07)
  • 26 ottobre, capitolo VIII (#TwSatta/08)
  • 27 ottobre, capitolo IX (#TwSatta/09)
  • 28 ottobre, capitolo X (#TwSatta/10)
  • 29 ottobre, capitolo XI (#TwSatta/11)
  • 30 ottobre, capitolo XII (#TwSatta/12)
  • 31 ottobre, capitolo XIII (#TwSatta/13)
  • 1 novembre, capitolo XIV (#TwSatta/14)
  • 2 novembre, capitolo XV (#TwSatta/15)
  • 3 novembre, capitolo XVI (#TwSatta/16)
  • 4 novembre, capitolo XVII (#TwSatta/17)
  • 5 novembre, capitolo XVIII (#TwSatta/18)
  • 6 novembre, capitolo XIX (#TwSatta/19)
  • 7 novembre, capitolo XX (#TwSatta/20)
  • 8 novembre, parte seconda (#TwSatta/21)
Per le scuole

Come ogni progetto di TwLetteratura, #TwSatta è aperto a tutti. Il valore del romanzo è tale da renderlo una lettura ricchissima in particolare per gli studenti delle scuole superiori, e non solo in Sardegna. Per questo proponiamo a tutti gli istituti della secondaria di secondo grado di partecipare, eventualmente personalizzando il calendario in funzione delle specifiche esigenze di programmazione dell’attività didattica. Se sei un/una insegnante e vuoi aderire ufficialmente a #TwSatta, manda una email a info@twletteratura.org indicando chi sei, in quale scuola operi e con quale classe partecipi al progetto.

Agli studenti di Nuoro e della Sardegna proponiamo anche di realizzare una mappa dei luoghi sattiani, georeferenziando con la piattaforma Litteratour i passi del romanzo in cui sono citati palazzi, quartieri, vie, piazze o località rurali. Si potranno anche raccogliere testimonianze fotografiche dei luoghi da georeferenziare, ricercando fra le memorie familiari. Tutte le immagini raccolte potranno essere pubblicate su Instagram, sempre con l’hashtag #TwSatta.

Lìberos e TwLetteratura, insieme

Non è solo perché #TwSatta ha un cuore sardo che TwLetteratura ha deciso di lanciare questo progetto insieme a Lìberos. Il fatto è che le nostre comunità hanno molto in comune: la passione per la lettura, ovviamente; ma anche l’idea che i libri producano coesione sociale, ricchezza economica e consapevolezza civile. Lìberos è un circuito fisico e virtuale che unisce intorno a un codice etico tutti gli attori della catena del libro: lettori, autori, editori, librai e biblioteche. L’esperienza è per ora circoscritta alla Sardegna, ma col sogno concreto di conquistare l’Italia.

Con Lìberos inauguriamo una collaborazione che vuole durare. Insieme cercheremo di fare innovazione nel mondo del libro, anche al di là del tradizionale contesto editoriale. Non è un caso, forse, che Alessandra Gariboldi di Fondazione Fitzcarraldo abbia definito le nostre due esperienze fra quelle più interessanti degli ultimi anni, per la loro capacità di rendere produttivi i contenuti culturali (L’innovazione culturale è il nostro rischio necessario). Lìberos ha vinto il premio culturale CheFare nel 2013, TwLetteratura lo vuole vincere quest’anno. Per questo è necessario raccogliere molti voti. Ti chiediamo di darci il tuo, qui.

Leggere Satta

Il bello dei progetti di TwLetteratura è che tutte le interpretazioni della comunità hanno uguale diritto di cittadinanza. Non diciamo qual è la chiave di lettura “giusta”, semplicemente perché il gioco prevede che le chiavi di lettura si formino attraverso il confronto fra i partecipanti. Del resto l’opera di Salvatore Satta si presta a diversi livelli di analisi: esistenziale, filologico-linguistico, antropologico. Il giorno del giudizio è, insieme, un romanzo sulla società sarda, sull’Italia e sull’umanità intera. Il libro si muove lungo alcune linee di faglia fra cultura isolana e cultura nazionale: sentimento antimodernista, familismo e sfiducia nelle istituzioni, condizione femminile, identità locale e nazionale, questione linguistica, ruolo dello scrittore nella società.

Quella di Satta è una figura poco accogliente. Fu insigne intellettuale del diritto, docente in diverse università italiane fra il 1932 e il 1975 (anno della sua morte), notista politico per il quotidiano romano “Il Tempo”, segnalandosi per le sue posizioni poco meno che reazionarie: “un moralista dissimulato dietro le lenti del giurista”, lo ha definito recentemente Sergio Luzzatto. Assai disponibile nei confronti del fascismo, non può essere però considerato organico del regime. Nel 1938 rinunciò volontariamente alla cattedra di Storia e dottrina del fascismo all’Università di Padova, forse disgustato dal montante clima antisemita. Quasi di nascosto coltivò l’arte del romanzo (“scrivere non è il mio mestiere”, ebbe a confessare). I due libri La veranda e De Profundis sono tutto ciò che riuscì o volle pubblicare da vivo.

Leggere l’opera maggiore di Satta, che uscì postuma nel 1977, è fare esperienza dell’apocalisse. È osservare il disvelamento del nulla che procede attraverso il racconto di una vita ormai esaurita. Il giorno del giudizio è un esercizio della memoria macabro e vano, la sfilata di tutto ciò che si sciupa inutilmente, una bellissima giostra di fantasmi. Perché anche la memoria è un peso insopportabile, da cui liberarsi “in eterno”. Satta rievoca una Nuoro che non c’è più, attraverso le vicende dei suoi abitanti. Ognuno è chiamato in causa, a nessuno è concesso un briciolo di pietas. Siamo in una Spoon River intrisa di rancore per la vita e per il prossimo. Del resto, quale sia il senso dell’operazione è detto dallo stesso Satta: “Per conoscersi bisogna svolgere la propria vita fino in fondo, fino al momento in cui si cala nella fossa. E anche allora bisogna che ci sia uno che ti raccolga, ti risusciti, ti racconti a te stesso e agli altri come in un giudizio finale”.

Il giorno del giudizio non è un romanzo storico, né un affresco della Nuoro che fu, quel remoto angolo di mondo che nelle parole dell’autore diventa “nido di corvi”. Neppure è la saga dei Sanna Carboni, la famiglia al centro della narrazione. Il grande romanzo di Satta è un’opera disperata, il testamento di chi non trova riposo nel luogo (un luogo “che non ha motivo di esistere”) né nel tempo (un’unica condanna accomuna passato, presente e futuro). Il giorno del giudizio è “un’apocalisse concretamente narrata”, scrive giustamente Bruno Pischedda, al pari di romanzi come La Distruzione di Dante Virgili, Corporale di Paolo Volponi o Aracoeli di Elsa Morante.

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