#TwLab, favole al museo

Si chiama #TwLab il gioco ispirato all’insalata di favole di Gianni Rodari. Un modo per imparare a scrivere e raccontare con Twitter. Il 2 aprile la sua ideatrice Stefania Bassi lo porterà al Museo dei Bambini di Milano, per la #MuseumWeek 2016.

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Chi si ricorda l’insalata di favole? È una delle tecniche creative illustrate da Gianni Rodari in La grammatica della fantasia, la famosa “introduzione all’arte di inventare storie” del 1973. Fare un’insalata di favole vuol dire ricombinare personaggi e vicende della tradizione favolistica, creando una nuova storia. E proprio alla lezione di Rodari si ispira il laboratorio didattico #TwLab, che Stefania Bassi, maestra di scuola primaria  nonché Animatrice Digitale,  ha ideato elaborando il metodo TwLetteratura. Un gioco per imparare a raccontare e a sviluppare la creatività a colpi di tweet che la nostra associazione ha deciso di promuovere all’interno della comunità.

Sabato 2 aprile #TwLab sarà ospitato dal Muba, il Museo dei Bambini di Milano, in occasione della MuseumWeek 2016. L’iniziativa è sostenuta da Twitter Italia, Muba, Nòva24, CampusStore, @wlascuolaviva e TwLetteratura. Quest’anno la #MuseumWeek si svolgerà su Twitter dal 28 marzo al 3 aprile, coinvolgendo 3000 istituzioni in tutto mondo – di cui più 290 in Italia – fra musei, gallerie d’arte ed enti culturali.

La terza edizione della #MuseumWeek è dedicata alla tutela e alla celebrazione della cultura, alla memoria e al patrimonio culturale, ma anche alla tolleranza, al vivere insieme e alla libertà d’espressione. Valori che pensavamo sanciti per sempre e che invece sono oggi drammaticamente messi in discussione.

Che cos’è #TwLab

Ma come funziona #TwLab? Il meccanismo di fondo è semplice. Divisi in piccoli gruppi, i bambini smontano favole già note e le “riscrivono” scambiandosi brevi messaggi di testo (140 caratteri). L’obiettivo è fare incontrare due o più personaggi appartenenti a storie diverse, per avviare percorsi narrativi inediti. Cosa succederebbe se il  Lupo Cattivo (Pinocchio e Fata turchina non ci sono tra gli account) si mangiasse Cenerentola? E se Cappuccetto Rosso da grande sposasse  il Principe Azzurro? E se Biancaneve, invece dei sette nani, incontrasse nel bosco i Tre Porcellini?

Il gioco si svolge offline e prevede l’utilizzo di carta e penna, ma di fatto costituisce una prima introduzione ai meccanismi di Twitter , iniziando ad educare i bambini a un uso consapevole e creativo dei social network, con i quali, molto probabilmente, verranno presto in contatto. Tuttavia la valenza principale dell’esperienza consiste nel far usare (ma anche nel far osare) l’immaginazione per ricercare la dimensione umana, quotidiana, e quindi un po’ ridicola, delle favole, attraverso la rielaborazione creativa e ironica della tradizione: quella che Rodari chiamava appunto “La grammatica della fantasia”.

Tutto è cominciato con #TwAlice, il gioco di riscrittura dedicato ad Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll e lanciato nel maggio scorso della maestra Paola Mattioli. È stato in tale circostanza che Stefania Bassi ha incontrato l’esperienza di TwLetteratura. Da qui a immaginare lo sviluppo di #TwLab il passo è stato breve.

Oltre che con gli alunni romani di Stefania, il #TwLab è stato sperimentato  nell’autunno scorso a Milano in occasione del Tablet School, il convegno di Impara Digitale e all’Università di Crema, durante il Media Expo.

La meccanica del gioco

#TwLab consiste in un modulo didattico della durata di circa un’ora, che può essere proposto a classi di scuola primaria o gruppi di 25 bambini (età ideale: 7-10 anni), eventualmente accompagnati da un numero uguale di adulti. Dopo una breve chiacchierata introduttiva, che ha lo scopo di illustrare ai partecipanti il concetto di tweet, i bambini fanno conoscenza con i sei personaggi da impiegare durante il gioco: @CappuccettoLab, @BiancaneveTwLab, @PorcelliniTwLab, @CenerentolaL, @PrincipeTwLab e @LupoTwLab. Ciò avviene attraverso la lettura di brevi stralci (massimo 140 caratteri) delle storie da cui sono tratti i personaggi, che i bambini devono identificare:

“Colei che riuscirà calzare questa scarpina sarà mia sposa.” (Cenerentola)

“Mi raccomando, bambina mia, non abbandonare il sentiero nel bosco!” (Cappuccetto)

Quando i personaggi sono riconosciuti, il poster con l’icona e il relativo nome dell’account sono mostrati ai bambini.

A questo punto i partecipanti sono divisi in sei gruppi. Nei successivi 30 minuti ciascun gruppo deve interpretare uno dei protagonisti delle favole, indirizzando brevi messaggi agli altri personaggi, con lo scopo di metterli bonariamente in ridicolo e dimostrare a tutti di essere il protagonista più “cool” delle favole. In tal modo i bambini producono frammenti narrativi di propria fantasia e imparano a costruire piccole storie. Il gioco permette anche di sperimentare la dimensione interattiva di Twitter, basata sullo scambio, la condivisione e la manipolazione dei contenuti.

Come per il metodo TwLetteratura, anche #TwLab prevede una cornice di regole. Ed è questa un’altra valenza didattica importante. Ai bambini si spiega infatti che i messaggi devono contenere il nome/account del destinatario e devono essere scritti su appositi fogli di carta, nella cui griglia, con 140 quadretti, è già stampato l’hashtag #TwLab. Inoltre i partecipanti devono unire fra loro con dei fermagli i messaggi di risposta appartenenti a una stessa discussione. Infine i tweet devono contenere riferimenti a elementi narrativi che caratterizzano ciascun personaggio (il cappuccio, la scarpetta, la mela ecc.).

A turno, un paio di bambini svolgono il ruolo di postini-uccellini, recapitando i messaggi da un gruppo all’altro. Al termine del gioco si raccolgono tutti i tweet. Una parte di questi viene letta ad alta voce ai partecipanti. Il #TwLab si conclude annunciando che tutti i messaggi scritti nel laboratorio possono essere letti, commentati e condivisi su Twitter, perché saranno pubblicati sui rispettivi account dei personaggi. E il tweet reputato più divertente sarà pubblicato sull’account di TwLetteratura.

Appuntamento al 2 aprile

Se siete insegnanti e avete intenzione di partecipare al laboratorio del 2 aprile al Muba con la vostra classe, vi diciamo subito che non ci sono più posti disponibili. Tuttavia niente panico! Sarà possibile seguire il live tweeting delle battute che si scambieranno i personaggi delle favole con l’hashtag #TwLab e partecipare in famiglia twittando direttamente messaggi a @BiancaneveTL o al @LupoCattivoTL.

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