MLOL Plus: il digitale salva biblioteche

MLOL Plus è un servizio di eBook subscription che consente l’accesso a un catalogo infinito di titoli, aiutando le biblioteche a fornire il servizio di prestito digitale. Ce lo racconta Francesco Pandini.

MLOL Plus

Lavori per l’azienda che ha sviluppato Media Library On Line, il servizio con cui le biblioteche italiane possono mettere a disposizione dei propri utenti materiali in formato digitale. Le biblioteche ancora considerano gli eBook come qualcosa di diverso dai libri di carta?

L’esperienza di MediaLibraryOnLine sembra dirci che questa idea è per fortuna sempre meno diffusa, tra i bibliotecari e le amministrazioni pubbliche: se pensi che il progetto è nato nel 2009 e oggi siamo in 4.500 biblioteche e 17 regioni – parliamo soprattutto di biblioteche pubbliche, ma anche di accademiche e scolastiche – significa che qualcosa sta cambiando, almeno a livello di percezione dell’importanza dei servizi digitali. Tutto questo con la consueta lentezza del nostro sistema, sia chiaro: al Convegno delle Stelline dello scorso marzo, che si chiamava Bibliotecari al tempo di Google, Claudio Leombroni ha detto: “Google ha vent’anni. Parlare di “bibliotecari al tempo di Google” significa partire già in ritardo”.

Ma al di là delle resistenze, che potremmo definire quasi ideologiche, di una parte comunque marginale di bibliotecari, il vero punto di ogni servizio è la volontà di investire risorse. E si arriva così alle vere note dolenti, perché gli investimenti sul digitale sono ancora irrisori, se confrontati con quelli stanziati per le collezioni “tradizionali” delle biblioteche. Ed è qui che cerca di inserirsi MLOL Plus, il nostro nuovo progetto.

Un nuovo progetto che consente non solo il prestito ma anche l’acquisto di titoli digitali (e per ogni euro speso si guadagnano crediti per prestiti futuri)..

MLOL Plus è un servizio di eBook subscription a pagamento pensato prima di tutto per i lettori forti, quelli che già fruiscono di MLOL ma a cui non bastano gli eBook messi a disposizione mensilmente dalla propria biblioteca: immaginiamo che per loro MLOL Plus serva semplicemente per avere un numero maggiore di prestiti ogni mese. Inoltre è pensato per tutti quei lettori che risiedono in zone dell’Italia o all’estero in cui il servizio di prestito digitale gratuito non è ancora disponibile in biblioteca.

Ma c’è di più. Come detto sopra, infatti, MLOL Plus cerca di sopperire alle croniche carenze di fondi delle biblioteche pubbliche per il digitale: ogni utente al momento dell’iscrizione viene associato a una biblioteca MLOL e il suo abbonamento – per una percentuale cospicua, tra il 65% e l’80% -­ contribuisce a finanziare la parte gratuita del servizio MLOL di quella biblioteca. Stiamo cercando insomma di creare un sistema virtuoso, che porti vantaggi concreti alle biblioteche pubbliche – e anche a noi, naturalmente.

Quali sono altre novità di MLOL Plus, per esempio le liste?

Su MLOL Plus abbiamo voluto introdurre alcune novità funzionali rispetto a MLOL, qualcosa che rendesse il sito più usabile e più divertente. Abbiamo cominciato con le liste, che secondo noi hanno anche una grande utilità pratica: se sei in un sito e ti accorgi che ci sono più di 50.000 titoli disponibili al prestito, la scelta è così ampia che, se non hai le idee più che chiare, può essere casuale o fortuita; le liste, se pensate anche per gli altri lettori, possono essere fondamentali in questo. Io ho fatto il bibliotecario per sette anni in biblioteche di pubblica lettura e davvero non riesco a immaginare un lavoro più “da bibliotecario” di questo: andare cioè a pescare le informazioni utili da un catalogo sterminato e metterle insieme per fornire un servizio. Questo ruolo, nel digitale, è ancora più centrale.

Naturalmente, le liste sono anche un gran bel gioco per chi abbia questo tipo di passione, ma un gioco di quelli utilissimi. Che fra l’altro stiamo pensando di importare su MLOL, dopo averlo inserito anche nell’altro nuovo progetto che abbiamo lanciato – che si chiama openMLOL, una biblioteca digitale aperta (e partecipata) con centinaia di migliaia di risorse ad accesso libero che vi consigliamo caldamente di andare a visitare.

Gli abbonamenti di MLOL Plus vengono devoluti alle biblioteche nella loro quasi totalità: come funziona il servizio prestito e quali costi ha per l’utente?

Concettualmente, è tutto molto semplice: su MLOL Plus sono disponibili al momento tre livelli di abbonamento (9,90; 14,90 e 19,90 euro/mese); in base al livello scelto, hai a disposizione un certo numero di crediti per fare dei prestiti. L’utente viene associato a una biblioteca e può prenderne in prestito i titoli disponibili in quel momento: ogni eBook ha un “costo” in crediti che viene scalato dal totale, al momento del prestito. La disponibilità è variabile, perché dipende dal modo in cui gli eBook sono distribuiti – per esempio, molti adottano la politica del one­copy/one­user, ma possiamo dire che in ogni momento il numero degli eBook che si possono subito prendere a prestito supera di molto la cifra di 55.000. Cosa fondamentale: a differenza di altri servizi di eBook subscription, questi titoli sono quelli di tutti i maggiori editori e gruppi editoriali italiani.

Se poi non basta il prestito e si decide di acquistare un eBook, c’è uno shop che già oggi supera i 70.000 titoli, e ogni euro di acquisto genera ulteriori crediti per il prestito, che vanno a sommarsi a quelli dell’abbonamento attivo. E può essere molto utile, soprattutto nel caso di quegli editori che al momento non concedono ancora alle biblioteche pubbliche i propri titoli per il prestito digitale (penso a Sellerio o E/O, per dirne due).

Un segmento che, con MLOL Plus, cercate di raggiungere è quello di chi non legge. Secondo te, è possibile che il digitale riesca a infrangere – sperando di romperla definitivamente – la barriera tra non lettori e libri? E, se sì, cos’ha di speciale il digitale per riuscire in questo?

Molto più umilmente, diciamo che oltre ai lettori forti già fidelizzati a MLOL, cerchiamo di raggiungere quei lettori che non frequentano le biblioteche italiane – una percentuale altissima, dato che l’impatto delle biblioteche nel nostro Paese è purtroppo molto basso, intorno al 10%. Ecco: quelle persone che per qualche motivo stanno fuori dalle biblioteche “fisiche”, ma che leggono libri e non si precludono l’esperienza del digitale, potrebbero trovare interessante il nostro servizio.

Poi c’è tutta una fetta di popolazione che non ha proprio accesso a servizi bibliotecari di qualità – in Italia esiste evidentemente una “questione meridionale” anche per le biblioteche – e per cui il digitale, in termini di facilità di accesso e di ampiezza dell’offerta, rappresenta quasi l’unica soluzione praticabile. Insomma, se vivi in un posto dove la biblioteca pubblica ha poche migliaia di titoli e ti trovi davanti piattaforme in cui gratuitamente (MLOL, openMLOL), o investendo una cifra tutto sommato abbordabile (MLOL Plus), hai a disposizione centinaia di migliaia di titoli e praticamente tutte le novità editoriali, la scelta sembra ovvia.

Naturalmente la soluzione, in un mondo ideale, starebbe a monte e sarebbe semplice: le biblioteche pubbliche dovrebbero avere tutti i finanziamenti necessari a sostenere servizi digitali di qualità. La realtà purtroppo è un’altra e progetti come MLOL e MLOL Plus, sviluppati da un’azienda privata in collaborazione con una fitta rete di biblioteche pubbliche, rappresentano secondo noi una bella soluzione.

Foto: Peanuts Reloaded – Prestiti da una biblioteca (Creative Commons).

300 paroleFrancesco Pandini (@franckpand) – Bibliotecario per sette anni presso la Rete Bibliotecaria Bresciana e Cremonese, dal 2014 lavora per Horizons Unlimited e si occupa di redazione, community management e assistenza agli utenti per i progetti MLOL e MLOL Plus.

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