Venite, venite – Santa Caterina

Liberamente tratto da una lettera di Santa Caterina

Con un esercizio simile a quello di un regista teatrale o cinematografico, che interviene sulla materia prima dell’autore – il testo – per darne rappresentazione in forma mediata, Elisabetta Casagli ha raccolto nella lettera CCIV di Santa Caterina da Siena gli elementi per porla in versi.


Venite, venite, e non aspettate il tempo, chè il tempo non aspetta voi.

Come lo svenato Agnello
con mano disarmata
li nemici nostri
uccise
Agnello mansueto
verrete
usando l’arma della virtù e dell’amore
solo mirando delle cose spirituali
e rendere la Grazia
all’uomo
perduta per lo peccato

Siatemi virile
Vomitati i consiglieri del dimonio
Non timoroso
Rispondete a Dio
che vi chiama
Venite
Tenete
Possedete
Il luogo glorioso
del pastore santo
Pietro.

Della Croce Santa
drizzate il Gonfalone
Reponetele il cuore
dell’ardentissima carità
perduto
Tutta è impallidita
per lo tanto sangue
succhiato
per gli iniqui devoratori

Confortatevi
Venite
Non fate aspettare
li servi di Dio
che si affliggono
per lo desiderio.

E io
Misera miserabile
non posso più aspettare
Vivendo
mi pare morire stentando
Vedendo
tanto vituperio
di Dio.


Leggi e riscrivi le Lettere di Santa Caterina, da domenica 13 a martedì 15 luglio 2014 su #2019SI.

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