Una scimmia con i parafanghi

Bruno Munari, Fantasia, Roma-Bari, Laterza, 1977

Oggetti pensati per affinità visive e funzionali.
Per partecipare al terzo giorno di #mmgFantasia guarda l’infografica con le istruzioni.

Un altro aspetto della fantasia nasce da relazioni per affinità visive, o di altra natura. Picasso scoprì un giorno che la carrozzeria di una piccola automobile giocattolo, vista di fronte, assomigliava a un muso di scimmia, ed ecco che l’artista si mette a costruire una scultura dove la scimmia ha ancora il giocattolo automobile come muso, ma si vede ormai solo come muso e, solo con un piccolo sforzo mentale, si può riscoprire la carrozzeria dell’auto giocattolo.

Lo stesso autore combinò, per affinità visive, nel 1943 una testa di toro mettendo assieme una sella da bicicletta come cranio e un manubrio da corsa come corna. Appesa al muro, tutti vedevano un trofeo.

Famose sono le teste dell’Arcimboldi (1530-93) combinate con le più strane cose messe assieme: frutta, pesci, rami radici e foglie, parti meccaniche; ín quest’ultima una squadra diventa un naso, una pinza la bocca, una molla un orecchio, un ingranaggio i capelli… Ogni oggetto perdeva il suo significato per assumerne un altro grazie al modo come era stato usato.

Questo particolare caso della fantasia ci induce a considerare come ogni cosa può essere vista anche in altri modi. Per esempio se osservate una comune forchetta, potete anche considerarla come una piccola mano con le sue dita, il palmo e l’avambraccio fino al gomito. Da quel momento potete prendere delle forchette morbide (quelle che costano meno) e con una pinza dare tutte le espressioni della mano a questo strumento. Come feci io nel 1958, piegando le « dita » al punto giusto in modo da far sentire le ossa. C’è anche una forchetta a pugno chiuso, per la dieta.

Avete mai visto quel pennello piatto dal pelo molto lungo usato dai verniciatori, che si chiama: la pennellessa? Se lo osservate bene potete facilmente immaginare che i peli lunghi (così ben pettinati) siano capelli, e farvi due treccioline chiuse con un piccolo nastro colorato. Poi noterete che la femminilità della pennellessa è data dalle due linee sinuose che determinano il manico, come due fianchi di torso femminile… la cintura è di latta tenuta da chiodini. Da quel momento la pennellessa cessa di essere usata per verniciare e viene attaccata al muro su di un pannello di velluto viola (chiaro).

Oggetti pensati per affinità visive e funzionali.
Per partecipare al terzo giorno di #mmgFantasia guarda l’infografica con le istruzioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *