A Viareggio, l'estate si passa con #Shelley14

Giunge alla V edizione il Festival Viareggio, la città del cuore di Shelley, che dal 2010 ricorda il legame tra la città e il poeta, il cui corpo fu rinvenuto sulla spiaggia di Viareggio il 18 luglio 1822, dieci giorni dopo il naufragio della sua imbarcazione Ariel.

Il Festival si terrà dall’8 luglio al 20 settembre, con una serie di eventi (conferenze, dibattiti, musica, danza, teatro) per celebrare la memoria del poeta. Ad inaugurarlo sarà la collettiva di pittura Battito creativo, ispirata alla vita del poeta, la cui poesia – grande manifesto del secondo Romanticismo inglese – si riscopre attraverso il festival nella sua modernità: dal convincimento dell’influsso socio-politico che la poesia e la cultura possono avere all’elogio della Bellezza che, in qualche modo, come il poeta sostiene in Difesa della Poesia, può salvare dal degrado del mondo.

#Shelley14Il Festival, ideato e realizzato da Luca Guidi e Rebecca Palagi, inaugura, con l’edizione 2014 e la collaborazione di Erika Pucci, un esperimento di riscrittura dell’opera di Shelley su Twitter secondo il metodo elaborato da Tw Letteratura. L’obiettivo è quello di sperimentare una nuova forma di narrazione, coinvolgendo la comunità del social network, per riscoprire e conoscere i versi di questo grande autore e il suo legame con la città di Viareggio, nella quale il mito del cuore incombusto di Shelley è molto amato.

Nei giorni del Festival verrà proposta la rilettura e riscrittura dell’Ode al vento occidentale, considerata una delle opere più rappresentative del poeta.
Al termine della riscrittura tutti i tweet prodotti dalla comunità saranno raccolti in un tweetbook e una giuria decreterà i migliori tweet, che verranno premiati il 6 settembre a Viareggio durante la cerimonia conclusiva del festival.



La giuria sarà composta da:



La riscrittura seguirà questo calendario e sarà animata dagli account @ilnostroshelley e @festivalshelley:

8 e 9 luglio 2014: strofa 1 #Shelley14/01

I
Oh tu Vento selvaggio occidentale, àlito
della vita d’Autunno, oh presenza invisibile da cui
le foglie morte sono trascinate, come spettri in fuga
da un mago incantatore, gialle e nere,
pallide e del rossore della febbre, moltitudini
che il contagio ha colpito: oh tu che guidi
i semi alati ai loro letti oscuri
dell’inverno in cui giacciono freddi e profondi
come una spoglia sepolta nella tomba,
finché la tua azzurra sorella della Primavera
non farà udire la squilla sulla terra in sogno
e colmerà di profumi e di colori vividi
il colle e la pianura, nell’aria i lievi bocci conducendo
simili a greggi al pascolo; oh Spirito selvaggio,
tu che dovunque t’agiti, e distruggi e proteggi: ascolta, ascolta!

10 e 11 luglio 2014: strofa 2 #Shelley14/02

II
Tu nella cui corrente, nel tumulto
del cielo a precipizio, le nuvole disperse
sono spinte qua e là come foglie appassite
scosse dai rami intricati del Cielo e dell’Oceano,
angeli della pioggia e del fulmine, e si spargono
là sull’azzurra superficie delle tue onde d’aria
come la fulgida chioma che s’innalza
sopra la testa d’una fiera Menade, dal limite
fioco dell’orizzonte fino alle altezze estreme dello zenit,
capigliatura della tempesta imminente. Canto funebre
tu dell’anno che muore, al quale questa notte che si chiude
sarà la cupola del suo sepolcro immenso, sostenuta a volta
da tutta la potenza riunita dei vapori
dalla cui densa atmosfera esploderà una pioggia
nera con fuoco e grandine: oh, ascolta!

12 e 13 luglio 2014: strofa 3 Shelley14/03

III
Tu che svegliasti dai loro sogni estivi
le acque azzurre del Mediterraneo, dove
si giaceva cullato dal moto dei flutti cristallini
accanto a un’isola tutta di pomice del golfo
di Baia e vide in sonno gli antichi palazzi e le torri
tremolanti nel giorno più intenso dell’onda, sommersi
da muschi azzurri e da fiori dolcissimi al punto
che nel descriverli il senso viene meno!
Tu per il cui sentiero la possente
superficie d’Atlantico si squarcia
e svela abissi profondi dove i fiori
del mare e i boschi fradici di fango, che indossano
le foglie senza linfa dell’oceano, conoscono
la tua voce e si fanno all’improvviso grigi
per la paura e tremano e si spogliano: oh, ascolta!

14 e 15 luglio 2014: strofa 4 #Shelley14/04

IV
Fossi una foglia appassita che tu potessi portare;
fossi una rapida nuvola per inseguire il tuo volo;
un’onda palpitante alla tua forza, e potessi
condividere tutto l’impulso della tua potenza,
soltanto meno libero di te, oh tu che sei incontrollabile!
Potessi essere almeno com’ero nell’infanzia, compagno
dei tuoi vagabondaggi alti nei cieli, come quando
superare il tuo rapido passo celeste
sembrava appena un sogno; non mi rivolgerei
a te con questa preghiera nella mia dolente
necessità. Ti prego, levami come un’onda, come
una foglia o una nuvola. Cado
sopra le spine della vita e sanguino! Un grave
peso di ore ha incatenato, incurvato
uno a te troppo simile: indomito, veloce ed orgoglioso.

16 e 17 luglio 2014: strofa 5 #Shelley14/05

V
Fa’ di me la tua cetra, com’è della foresta;
che cosa importa se le mie foglie cadono
come le sue! Il tumulto
delle tue forti armonie leverà a entrambi un canto
profondo e autunnale, e dolcemente triste.
Che tu sia dunque il mio spirito, o Spirito fiero!
Spirito impetuoso, che tu sia me stesso!
Guida i miei morti pensieri per tutto l’universo
come foglie appassite per darmi una nascita nuova!
E con l’incanto di questi miei versi disperdi
come da un focolare non ancora spento,
le faville e le ceneri, le mie parole fra gli uomini!
E alla terra che dorme, attraverso il mio labbro,
tu sia la tromba d’una profezia! Oh, Vento,
se viene l’Inverno, potrà la Primavera esser lontana?



Erika Pucci @erykaluna #Shelley14 Erika Pucci (@erykaluna) – Laureata in Cinema, Musica e Teatro, insegnante. Blogger appassionata di letture, scritture, fotografia, viaggi, interessata a media e social, vive a Viareggio con la famiglia. Ama esplorare le potenzialità di Twitter nell’ambito culturale, letterario e didattico; partecipa con passione ai progetti di TwLetteratura. Il suo sito è erikaluna.net.

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