Twitteratura? Per Sonia Lombardo esiste

A due anni dalla pubblicazione di Black Box di Jennifer Egan, quali passi ha mosso la twitteratura? Esiste davvero? E se esiste, che cosa è? Lo abbiamo chiesto a Sonia Lombardo.



Con Narrativa in 140 caratteri hai affrontato un dilemma che ancora non ha trovato soluzione: Twitter è uno strumento per raccontare storie oppure è uno strumento per commentare storie scritte altrove?

Sì, forse il dilemma non ha ancora trovato soluzione. Ma mi sono fatta una mia idea personale circa la questione: visto che i commenti e le note che gli utenti pubblicano online, in questo caso su Twitter, diventano in qualche modo un ulteriore livello dei racconti in lettura, ritengo si possa affermare che Twitter sia lo strumento ideale per pubblicare un nuovo genere di storie, che cambiano direzione a seconda del flusso di reazioni. Concordo quindi con quanto afferma la giornalista Anne Trubek nella sua critica al racconto “Black Box” di Jennifer Egan: la TwitterLit necessita un po’ più di giochi e un po’ meno di trame, almeno non quelle strutturate secondo il classico schema di inizio, svolgimento e fine.


La seconda edizione del Twitter Fiction Festival mi è parsa significativa e tuttavia sottotono. È possibile che Twitter stesso non sia ancora consapevole delle proprie potenzialità, oppure queste potenzialità letterarie non ci sono?

Secondo me le potenzialità letterarie ci sono, eccome. La seconda edizione del Twitter Fiction Festival, infatti, ha coinvolto tantissimi scrittori di livello, scelti da esperti di case editrici di rilievo internazionale. Hanno realizzato un sito ad hoc per l’occasione, sul quale è ancora possibile leggere i racconti pubblicati durante l’evento, e poi sono stati introdotti per la prima volta anche i video racconti grazie a Vibe. Insomma, gli organizzatori ce l’hanno messa tutta, ma forse a noi è parsa sottotono perché non ci sono stati autori italiani in grado di lanciare un progetto creativo importante come l’anno precedente è stato #00FiaBit di Doppio Zero, che riproponeva le Fiabe Italiane di Calvino in 140 caratteri (ndr, Sonia non aveva notato la partecipazione al Festival di Tw Letteratura, su questo poi abbiamo scherzato un poco insieme). 


Abbiamo tutti la consapevolezza di vivere un’era di passaggio. La mia sensazione, tuttavia, è che mentre le forme cambiano rapidamente i contenuti restano vecchi. Un ebook può essere la sola trasposizione digitale di un testo nato per la carta?

Sono pienamente d’accordo: un ebook non può essere soltanto la riproduzione in bit di un libro cartaceo. Gli strumenti per creare contenuti multimediali e interattivi esistono e sono a disposizione anche di chi non ha grandi conoscenze tecniche; penso ad esempio a PubCoder, un’applicazione che permette di creare ebook arricchiti con semplice drug&drop. Quello che manca è lo Shakespeare dell’era digitale, ossia, mancano ancora scrittori capaci di concepire storie direttamente per piattaforme digitali e quindi ideare trame multiple, stabilire a priori un qualche livello di intervento dei lettori sulla storia, ecc… Non credo siamo molto lontani, forse quando nelle scuole si studierà solo su tablet e testi multimediali vedremo nascere questo genere di scrittori, la cui immaginazione verrà influenzata dai testi (digitali) su cui si sono formati.


Se dovessi dare due consigli, uno agli scrittori e uno ai lettori, cosa diresti loro? E soprattutto, come la mettiamo con la fiera delle vanità? A volte ho l’impressione che Twitter e i social network diventino uno specchietto per le allodole. Dove è il valore, secondo Storia Continua?

Il vero valore di un social network lo scopriamo quando arriva la persona che riesce a farci qualcosa di diverso rispetto a ciò per cui era stato concepito. Nemmeno i fondatori di Twitter avevano pensato che si potesse cinguettare un romanzo finché non è arrivato il primo autore che ha smembrato il suo libro e lo ha ricomposto in battute da 140 caratteri. Quindi, il mio consiglio (se mai fossi davvero all’altezza di dare dei consigli) è di andare al di là della mera promozione e impiegare quella stessa energia creativa che li ha portati a scrivere un libro per trovare uno stile di comunicazione alternativo. Ai lettori posso solo consigliare di leggere. Mi spiego meglio: sui social network tutti vengono presi da questa smania di esprimere la propria opinione, anzi è proprio questo che ne ha decretato il successo. In pochi si soffermano a leggere ciò che altri scrivono e quindi mi auguro che gli utenti dei social diventino anche (finalmente) un po’ lettori.  


Sonia Lombardo - Tw LetteraturaSonia Lombardo (@_Scrid) – Dopo 3 anni di esperienza come collaboratrice free lance per differenti network di informazione online, decide che se proprio deve fare la free è meglio farlo tentando di dare corpo ad un progetto di scrittura che, assecondando le sue passioni e quelle di altri aspiranti autori, possa darle le dovute soddisfazioni. Così nel 2010 nasce Storia Continua, una sfida che accomuna molti di coloro che tentano di sfondare in Rete, siano editori indipendenti, start-up editoriali o sognatori con un romanzo nel cassetto. È raccogliendo le loro testimonianze – di successo o disincanto – che sono nate anche le Guide alla letteratura 2.0.

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