Scuola e twitteratura, Elisabetta Romano

In attesa di #TwPinocchio, il nuovo progetto di Tw Letteratura per le scuole e la comunità di twitteratura, chiediamo agli insegnanti che hanno partecipato a #TwSposi di raccontarci la loro esperienza.

Oggi intervistiamo Elisabetta Romano, che ha partecipato con la classe 1A dell’IISS “Caramia Gigante” di Alberobello (Bari).


L’APPROCCIO
L’approccio di Elisabetta è partito da una constatazione di fondo:

«Li chiamiamo nativi digitali ma in realtà molti dei miei studenti non hanno mai messo le mani su una tastiera. Per loro, Internet è Facebook e questa equazione porta numerosi fraintendimenti. Mi piacerebbe approfondire la questione con loro e anche con i genitori».

Anche nel suo caso, naturalmente, il passaggio alla spiegazione pratica del mezzo è stato il logico passaggio successivo:

«Dopo i contatti mail con i referenti del progetto, ho mostrato alcune pagine di Twitter ai ragazzi e alcune funzionalità del network. Insieme abbiamo ripassato il medium: cos’è un social network, cos’è Twitter, perché 140 caratteri, le differenze con Facebook, account e opzioni di base».

Fin da subito, grande importanza è stata data alla correttezza grammaticale: prima di lanciare un tweet:

«ho imposto agli alunni di controllarlo e ricontrollarlo. La verifica ex ante è fondamentale per qualunque produzione scritta: intanto viene assimilata per brevi testi, finché diventa prassi metodologica. Attenzione agli accenti acuti e gravi: Twitter segnala l’errore ma bisogna capire perché. Esempi sulla Lim di accenti sbagliati e correzione».

Gli interventi della professoressa sono stati anche di natura tecnica (digitazione, conoscenza della tastiera e posizione dei segni di interpunzione e diacritici, ecc.) perché:

«molti alunni che non hanno il pc a casa e non conoscono affatto le regole base della digitazione corretta, come lo spazio dopo la virgola e non prima, niente spazio tra le parentesi, ecc.. Le prime prove tecniche di elaborazione dei tweet sono state fatte alla lavagna per imparare come contare i caratteri usati (anche lo spazio)».



METODO
Elisabetta Romano ha creato un apposito account di classe e ha seguito un metodo ben preciso:

«Ho diviso gli studenti in squadre di 3-4 ragazzi: ad ognuna attribuivo un capitolo sul quale produrre un certo numero di tweet. Ho dato i primi capitoli ai ragazzi con difficoltà, così non dovevano leggere molti capitoli precedenti al loro».

Leggendo il I capitolo,

«si è parlato delle pistole dei Bravi, della polvere da sparo, della sua composizione chimica e di come tutto il sapere sia collegato».

Argomenti che le lezioni “tradizionali” sui Promessi sposi tralasciano, mentre per l’analisi del II capitolo Renzo e Lucia sono stati posti al centro dell’attenzione:

«Alla squadra che ha in carico il capitolo viene chiesto di elaborare tweet di commento oltre a quelli già elaborati; agli altri, tweet di citazioni e frasi significative. Io mi sono dedicata al controllo e alla correzione di errori e ho sovrinteso alla pubblicazione dei tweet da parte delle varie squadre con l’account collettivo».

Molti dei tweet prodotti erano in rima perché:

«in classe, dopo il primo tweet alla lavagna, abbiamo giocato a tennistweet (primo verso io, secondo loro) con rime alternate e baciate. Di fronte alle difficoltà (la parola che fa rima c’è ma il significato no; il significato c’è ma non la rima) abbiamo cambiato l’ordine delle parole o il messaggio del tweet».

La produzione dei tweet è servita come esercizio di scrittura:

«La loro correzione è un momento di bieca didattica indispensabile, aiuta i ragazzi a riflettere sulle cose che stanno scrivendo, ad adottare la metodologia del ravvedimento operoso, cioè rilettura e revisione. Occhio quindi a ordine, correttezza ortografica, grammaticale e sintattica, contenuto».

Il lavoro è riuscito a coinvolgere tutta la classe:

«Ognuno porta un tweet sul capitolo preparato a casa su un foglio. I tweet vengono confrontati in coppia e fusi per ottenere metà dei tweet complessivi, poi vengono vagliati dall’insegnante e da tutti gli studenti. I tweet buoni vengono twittati subito, su altri vengono effettuate correzioni o modifiche proposte dal gruppo o dall’insegnante: si decide in base al senso/messaggio che si vuole trasmettere».



RISULTATI
Per quanto riguarda i risultati raggiunti, Elisabetta confessa:

«Esco dalla classe frastornata, ma il cuore canta perché tutto il lavoro lascia segni (magari pochi, ma ci sono). Tutti hanno letto il capitolo, tutti sapevano di cosa si parlasse, tutti volevano partecipare, tutti hanno suggerito modifiche e variazioni ai tweet elaborati. Tutti, anche i più incerti o con disturbi specifici dell’apprendimento, hanno partecipato mostrando interesse: nessun errore di ortografia durante la produzione dei tweet».

L’esperienza ha rafforzato la coesione della classe:

«Ogni tweet è stato trattato con attenzione. Se senza errori si sollecitava l’applauso, soprattutto davanti a situazioni compromesse dal punto di vista cognitivo, se ci sono errori si procedeva alla digitazione su Twitter e prima dell’invio si chiedeva di osservare il testo e correggere (spontaneamente o con l’aiuto dei compagni). Ciò ha dato grande soddisfazione a ragazzi sottostimati o in difficoltà, che magari si vergognano di mostrare i loro punti di debolezza: essere chiamati alla tastiera è per loro un momento di gloria, l’errore viene fatto notare ma non pesare».

#TwSposi è stato anche educazione ai social network e alla letteratura:

«Il retroterra culturale degli alunni è in generale povero di stimoli: pochi hanno dichiarato di leggere narrativa e pochi dispongono di Internet a casa. Molti già lavorano presso l’azienda familiare (zootecnica o agricola) e sono poco attratti dal mondo virtuale della Rete e dei social network, anche per difficoltà pregresse ad adoperare correttamente gli strumenti di base (lettura/scrittura/comprensione)».



Con #TwPinocchio partiremo da queste indicazioni per migliorare anche gli aspetti che hanno lasciato dubbi, come la gestione del tempo da dedicare alla riscrittura rispetto alle altre attività scolastiche. Inoltre, stiamo studiando nuovi strumenti di valutazione per migliorare il metodo e in questo senso ci sono molto utili feedback e consigli da chi partecipa ai progetti di twitteratura.

Quale migliore occasione, per farlo, del lancio ufficiale del progetto? Vi aspettiamo sabato 4 ottobre 2014, a Firenze, per il Festival delle generazioni: potrete conoscere come la comunità sta co-progettando #TwPinocchio e iniziare questo viaggio insieme.


Elisabetta Romano - Tw Letteratura Elisabetta Romano (@eli4never) – Laureata nel 1989, è da 28 anni docente di Lettere presso un Istituto Tecnico in provincia di Bari. Sposata da 26 anni, un figlio di 23 anni, esperienze artistiche varie (teatro, musica, canto, regia). Ha scoperto una prospettiva di libertà andando in moto. Ha sempre avuto un’insana passione per la lettura. Il suo primo ricordo consapevole a tre anni: la madre che le legge Cappuccetto Rosso; secondo ricordo: lei che recita la fiaba, parola per parola, a un microfono di un antico registratore a bobina.

2 Comments

  • Bruna Athena ha detto:

    Questa iniziativa è originalissima e molto utile! Faccio a tutti- da chi l’ha pensata a chi l’ha attuata a chi ha partecipato- i complimenti: avete dimostrato che la scuola è ancora viva, che tutto può essere utile se utilizzato con responsabilità, che volere è potere.
    Un saluto,
    Bruna

    • Iuri Moscardi ha detto:

      Grazie a te per i complimenti! La scuola è e deve restare la parte più viva della nostra società. E a breve… #TwPinocchio!

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