L'Umbria di Cecco Nuccoli

La trasfigurazione erotica della valle del Tevere, a sud di Perugia, in un sonetto di Cecco Nuccoli. Lo leggiamo insieme su Twitter il 27 settembre per Todi Appy Days.

Alta Valle del Tevere

Questa volta abbiamo collocato l’asticella molto in alto: leggere e commentare su Twitter un poeta umbro della prima metà del XIV secolo come Cecco Nuccoli. Un poeta pochissimo noto al grande pubblico e di difficile interpretazione, il quale ci accompagna attraverso un’esperienza linguistica impervia. Eppure pensiamo che gli esercizi di TwLetteratura possano servire tanto a leggere opere mainstream di scrittori contemporanei (lo abbiamo fatto quest’estate con La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano), quanto ad avvicinarsi ad autori in apparenza lontani dal nostro gusto o decisamente di nicchia.

Cecco Nuccoli, dunque. Lo abbiamo scelto perché è un esponente di quella corrente comico-giocosa, squisitamente umbra, che si sviluppa in contrapposizione alle tendenze poetiche coeve di Provenza, Sicilia e Toscana. Stiamo parlando cioè di un fenomeno letterario geograficamente situato. Il che ci permette di richiamare il tema, a noi caro, del rapporto fra letteratura e tradizione culturale del territorio (lo abbiamo già fatto con Siena, quest’estate). Di Nuccoli abbiamo scelto un sonetto caudato,  in cui è messa in scena una sorta di trasfigurazione erotica della valle del Tevere, a sud di Perugia. Il poeta immagina che la Teverina si possa trasformare in un luogo ideale, nel quale i suoi occhi si dedichino all’ammirazione dell’amato (identificabile in Trebaldino Manfredini, anch’egli poeta e destinatario dell’intero canzoniere di Nuccoli).

Non deve trarre in inganno il codice linguistico “medio” di questo come degli altri componimenti del poeta perugino. Siamo al cospetto di un’estrema letterarietà, di una poesia “tesa verso la conquista di particolari modulazioni ed effetti di stile” (Mario Marti, Poeti giocosi del tempo di Dante, Milano 1956).

Di seguito riportiamo il testo del sonetto, che puoi leggere con noi il 27 settembre 2014. Tutta la comunità di Twitter è invitata a partecipare, usando l’hashtag #todyappydays/tw. Se sei a Todi, puoi partecipare al laboratorio di live tweeting analogico che si svolge alle ore 18 di sabato presso la Sala delle Ceramiche nell’ambito delle Todi Appy Days. Ti invitiamo inoltre a utilizzare la app Litteratour, per georeferenziare questo e altri contenuti letterari.

Non morier tanti mai di calde febbre,
dal giorno in qua, ch’el primo fanciul nacque,
quant’io ho pention, chéd él mi piacque,
la scurità di quel ch’è ama co’ lebbre.

E co’ l’Alpino trasmutato in Tebbre
fu per fortuna de le soperchie acque,
così io sono, poi che loco giacque,
ove assaggiai del ben del dolce Tebbre.

Ché corre sempre chiar come Tesino
questo fiume real sovr’ogne fiume;
infino al mar non perde il suo cammino.

Risplende in esso un sì lucente lume,
che chi lui mira di coraggio fino
può dir ch’Amor lui regge un bel costume.

Sì ch’ i’ ho lasciata l’aera de le chiane,
e vòi’ la Teverina per mio stallo,
cambiand’ o’ il viso adora un chiar cristallo.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *