Con il Sud, con gli studenti

Leggere, capire, condividere: il 26 settembre 2014 abbiamo portato il nostro metodo a Con il Sud Sostenibile. La sfida di TwLetteratura con una scuola professionale. L’intervento di Marco Rossi-Doria.

studenti al workshop di twletteratura per con il sud

La settimana scorsa ho capito a che cosa serve la twitteratura. La nostra associazione era ospite di Con il Sud Sostenibile, manifestazione promossa da Fondazione Con il Sud e Fondazione Cariplo che si è svolta al Castello Sforzesco di Milano dal 26 al 27 settembre. Una due giorni pensata per condividere idee e buone pratiche sul tema della sostenibilità sociale, culturale, ambientale ed economica.

In quel contesto a noi di TwLetteratura è capitato di incontrare una trentina di studenti di un istituto professionale alberghiero di Milano per parlare di cooperazione e cambiamento. Lo abbiamo fatto, come di consueto, applicando il nostro metodo, ossia proponendo la lettura e il commento di un testo attraverso la riscrittura. I ragazzi, equipaggiati con carta e penna, sono stati invitati a sintetizzare nello spazio di 140 caratteri le loro considerazioni su un brano tratto dal libro-intervista di Ivano Barberini Come vola il calabrone. Cooperazione, etica e sviluppo (a cura di Miriam Accardo, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2009). Il testo, distribuito a tutti in fotocopia e letto a voce alta, non era un capolavoro di chiarezza. Lo sapevamo prima di cominciare l’esercizio. Sapevamo che la sintassi un po’ involuta, il lessico a tratti specialistico e addirittura un errore presente nell’edizione originale a stampa – che abbiamo comunque voluto mantenere – avrebbero reso difficile la prova per gli studenti. E infatti così è stato. Al punto che due terzi dei nostri ospiti, componendo il loro tweet dopo la lettura, si sono limitati a scrivere “Non ho capito il contenuto del brano”, “Il significato di quello che abbiamo letto non è chiaro, per cui non sono in grado di commentarlo”, “Il testo era troppo difficile per me” ecc. Un paio di studenti hanno addirittura dichiarato di non essere riusciti a concentrarsi per tutto il tempo della lettura, giudicata troppo lunga (stiamo parlando di un testo di 35 righe dattiloscritte!)

Davanti a questi giovani – disarmati e disarmanti – mi è parso di dovere fare i conti non solo e non tanto con un deficit di competenza. Ho percepito un rifiuto per tutto ciò che ha a che fare con la riflessione, l’analisi e l’approfondimento, le quali sono ovviamente parte dell’esperienza della lettura. C’era in loro una tremenda mancanza di desiderio. Non mi sono arreso e ho cercato di fare leva sui punti di forza del nostro metodo: il gioco come attivatore del desiderio e la condivisione come strategia per diffondere la conoscenza all’interno di un gruppo. Abbiamo così commentato i tweet dei pochi compagni che erano riusciti a dare una decodifica del testo e ci siamo lasciati con una considerazione: se leggiamo soli e abbiamo pochi strumenti, rischiamo di restare prigionieri delle nostre incapacità; se leggiamo insieme al gruppo, lo scambio delle interpretazioni e dei punti di vista ci rende tutti più forti.

Al nostro workshop, quel giorno, è seguito un incontro con la sociologa Maddalena Colombo e il maestro di strada Marco Rossi-Doria. E proprio Rossi-Doria (@rossidoria), che è stato fra l’altro sottosegretario all’Istruzione fra il 2011 e il 2014, ha ricordato un dato drammatico: in Italia la percentuale di ragazzi che escono dalla scuola senza essere in grado di decifrare un testo anche semplice è fra le più alte dell’area Ocse. “In tutto il mondo – ha ricordato Rossi-Doria – leggere un testo e capirne il significato è fondamentale, qualunque cosa uno voglia fare nella vita” (qui sotto il video con il suo intervento integrale).

Ho pensato e penso ancora ai ragazzi incontrati una settimana fa al Castello Sforzesco. Quei ragazzi mi hanno persuaso che quanto realizziamo con TwLetteratura serva soprattutto a loro e ai tanti come loro. Dobbiamo fare un grande sforzo affinché nessuno sia costretto a dire, con un misto di sfida e di vergogna: “non ho capito quello che ho letto”. I nostri esercizi non sono certo la soluzione del problema, che è complesso e ha molte cause. Tuttavia, se riusciamo a stimolare il desiderio della lettura attraverso il gioco e insegniamo agli studenti a usare la Rete per condividere l’esperienza stessa della lettura, abbiamo dimostrato di non essere del tutto inutili. È il nostro piccolo contributo contro l’inedia spirituale che minaccia la scuola oggi.

[La foto è di Federica Castelletta]

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