WFF, la letteratura in rosa

Incontriamo Mariateresa Cascino e il Women’s Fiction Festival che dal 2004 fa incontrare il meglio della narrativa femminile a Matera.

Women's Fiction Festival

Women’s Fiction Festival

 

Women’s Fiction Festival. Maria Teresa, raccontaci le motivazioni e la storia della manifestazione.

L’idea di un festival letterario dedicato alla narrativa femminile è stata concepita durante una conversazione telefonica di lavoro, nel lontano 2004. Da un capo, la scrittrice e traduttrice Elizabeth Jennings, americana di nascita e materana d’adozione, dall’altro Maria Paola Romeo, all’epoca direttrice editoriale per Harlequin Mondadori ed esperta di narrativa femminile. Il ritiro creativo per scrittrici, nei Sassi di Matera, nacque così, per puro caso, e la palla fu subito colta al balzo. Contagiati dalla originalità dell’idea e determinati a valorizzare una città in gran fermento, sposammo l’iniziativa io e Giovanni Moliterni, proprietario della Libreria dell’Arco di Matera. Il desiderio era di portare scrittori e scrittrici da tutto il mondo a Matera, per incontrarsi e confrontarsi sul mestiere di scrivere, per condividere momenti dedicati alla professione e all’ispirazione creativa e, perché no, anche agli incontri con i lettori.

Un'immagine delle scorse edizioni

Un’immagine delle scorse edizioni

Una manifestazione tutta in rosa. La scrittura si scopre femmina: che ruolo hanno le donne nella letteratura?

A questa domanda non si può rispondere senza considerare il ruolo che la donna ha rivestito nella società nei diversi periodi della storia. Il prezzo delle donne, nella conquista di diritti fondamentali, è stato altissimo. Il suo ruolo nella letteratura è legato anche a questa condizione di difficile conquista e realizzazione delle proprie aspirazioni. Infatti, ad esempio, intere generazioni di lettrici si sono riconosciute nelle opere di Virigina Woolf, come in un specchio che riflette e racconta la società del tempo in cui le donne conquistano via via ruoli sempre più considerevoli. Con il finire dei silenzi, dalla fine del secondo conflitto mondiale, l’affermazione femminile in campo letterario va di pari passo con quella politica e intellettuale. Tra le pietre miliari figurano Simone de Beauvoir, Elsa Morante, Marguerite Yourcenar, Sylvia Plath, Isabel Allende, Nadine Gordimer, Arundhaty Roy. Oggi la letteratura femminile è un universo complesso dove albergano generi diversi, stili e sperimentazioni via via nuovi in cui le donne sono sempre più protagoniste con le loro storie di famiglie che nascono o muoiono, di intimità e sentimenti, di lotte e sopravvivenze, spesso specchio della società che cambia, tra vecchi e nuovi valori. Oltre al ruolo nella letteratura, non dimentichiamo il ruolo che la narrativa femminile detiene nel mercato editoriale con i suoi 13 milioni di dollari di fatturato. Anche il numero delle lettrici in Italia (49,3%) è superiore al numero dei lettori (36,4%). Questo conferma quanto diceva McEwan: “se le donne smettessero di leggere il romanzo sarebbe morto”. Quindi il fenomeno ha tutti i motivi per stare sotto i riflettori.

Clara Sanchez

Clara Sánchez

Il Premio Baccante è andato quest’anno a Clara Sánchez. Quale il significato di questo premio e quale tra tutte le donne premiate in questi anni ti ha emozionato di più?

Il premio Baccante rappresenta un riconoscimento che viene conferito ad una scrittrice o a un personaggio che si è distinto per il suo apporto alla narrativa femminile in Italia e nel mondo. Il gioiello in oro nel corso degli anni è stato consegnato a giovani autrici che hanno sperimentato nuove modalità di autopubblicazione giungendo a successi inaspettati, o a grandi personaggi, come Inge Feltrinelli, ad esempio, che, insieme a Margaret Mazzantini rappresentano le premiate che più mi hanno emozionato. La prima perché ha cambiato il volto dell’editoria italiana, accompagnando l’evoluzione del mercato e favorendone le sviluppo, promuovendo gli autori e le autrici italiane all’estero e viceversa, e aprendo 95 nuove librerie in Italia. La seconda perché è una delle voci più profonde della letteratura contemporanea. Ascoltandola e leggendola, senti come percepisce nelle viscere il mondo con le sue contraddizioni e le sue debolezze.  Con la sua scrittura evocativa si conferma capace di dipingere con chiarezza l’animo umano e le sue infinite sfumature; soprattutto, i suoi lati più oscuri, nascosti, segreti.

Con il Women Fiction Festival si incontra tutta la filiera del libro: una grande novità per questo settore che ha visto il coinvolgimento, non solo da questa ultima edizione, di grandi gruppi editoriali.

Si, infatti, questo è il carattere distintivo del WFF: il congresso internazionale per scrittori è un evento annuale in cui i grandi attori del mondo editoriale internazionale si incontrano a Matera e illustrano ai partecipanti gli  sviluppi del settore, le tendenze in atto, le dinamiche che caratterizzano i mercati, e le scelte che fanno assecondando le esigenze che nascono sul mercato (autopubblicazione, pubblicazione digitale, soluzioni ibride). Seguendo il modello delle maggiori Writers’  Conferences internazionali, il Festival propone agli autori e alle autrici spazi di condivisione e di approfondimento sulle tecniche di scrittura e sui metodi e le strategie più innovative e mirate per proporre la propria opera sul mercato editoriale. L’offerta del Women’s Fiction Festival rappresenta una grande novità sul mercato editoriale italiano, perché crea ponti tra chi pubblica, chi scrive e chi legge. Attraverso la Borsa del libro, i partecipanti hanno la possibilità di presentare il proprio manoscritto agli addetti ai lavori del mondo editoriale. Molte le scoperte avvenute a Matera: Cristina Cassar Scalia, La seconda estate (Sperling & Kupfer), Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti, L’amore è un bacio di dama (Sperling & Kupfer), Giovanni Ziccardi, con L’ultimo Hacker (Marsilio editore), Giuseppina Torregrossa, con il Conto delle minne (Mondadori), Emilia Marasco, con Famiglia Femminile Plurale (Mondadori), Daniela de Prato, con il Sole negli occhi (Tea Libri), Garbiella Genisi, con La circonferenza delle arance (Sonzogno), in onda prossimamente in una fiction tv; Margaret Moore, con Tuscan Terminator (Worldwide Mystery).

TwLetteratura analogica

TwLetteratura analogica

Con TwLetteratura il Women Fiction Festival ha portato Gianni Rodari nelle scuole di Matera. Perché questa scelta e quali gli obiettivi e i risultati?

Considerando che il tema di quest’anno è stato lo storytelling, con voi abbiamo proposto ai piccoli allievi delle classi III e IV A della Scuola primaria Padre Giovanni Minozzi di riscrivere le favole in 140 caratteri, con l’obiettivo di stimolare la capacità di sintesi, stuzzicare la creatività, lo spirito di gruppo e l’attenzione nei confronti del testo oggetto di riscrittura. Ci siamo  divertiti, abbiamo letto e riscritto un’opera in modalità collettiva, utilizzando la tecnologia e la fantasia ed entrando a far parte della vostra comunità, stimolando la scuola e gli allievi a sperimentare nuove forme didattiche con cui ci si diverte e si apprende.

La TwLetteratura è donna: la nostra comunità è composta prevalentemente da riscrittrici. Quale scrittrice ti piacerebbe riscrivere con la TwLetteratura?

Mi piacerebbe riscrivere La Mennullara di Simonetta Agnello Hornby.

Cultura e innovazione: si può?

Cultura e innovazione non solo si può, ma si deve. Con coraggio bisogna investire sempre più nell’economia della conoscenza, nei suoi valori immateriali: ricerca, design, informazione, immagine, narrazione. Devono nascere nuove sperimentazioni e contaminazioni, favorendo l’evoluzione culturale che è il motore dell’innovazione.

Matera

Matera

Matera è Capitale della cultura europea per il 2019. In quanto materana, raccontaci come ha vissuto la comunità questa candidatura e i giorni successivi al verdetto. Cosa succederà da qui al 2019?

Come cittadina materana e operatrice culturale ho vissuto con grandissimo entusiasmo e orgoglio la proclamazione di Matera a Capitale Europea della cultura per il 2019. La felicità è stata amplificata dal coinvolgimento collettivo della comunità che nel corso degli anni, e in particolare negli ultimi mesi, ha partecipato al processo in modo pro attivo e con un forte senso di appartenenza e speranza per il futuro. L’entusiasmo è tangibile così come il senso di responsabilità. Mi auguro che la possibilità di crescita culturale sia favorita anche dalla promozione dei libri e della lettura visto che la Basilicata è una delle regioni dove si legge meno in Italia. Da qui al 2019 verrà realizzato quanto descritto nel dossier: progettazione, design, formazione, con la creazione di infrastrutture per rimuovere sistematicamente le barriere di accesso alla cultura. Quindi usare nuove tecnologie, adottare licenze aperte per rendere culturalmente ed economicamente sostenibile un modello in cui la produzione culturale è diffusa, orizzontale, partecipata.

 

Maria Teresa Cascino

Maria Teresa Cascino

Mariateresa Cascino, libera professionista, è nata e residente a Matera. Laureata in Scienze della Comunicazione, è specializzata in marketing con esperienze in Italia e negli Stati Uniti e svolge attività di consulenza per organizzazioni pubbliche e private. Giornalista pubblicista, ha lavorato per la Tv della Pubblica Amministrazione (Tele PA), testate giornalistiche nazionali e locali e portali dedicati ai viaggi di architettura e design. Nell’ambito della comunicazione turistica, ha ideato e scritto Ciak, si viaggia, un pocket book per l’APT Basilicata dedicato al cineturismo. Collabora con la casa di produzione cinematografica Cant’t Forget Italy ed è membro dello staff dell’Assistenza Tecnica dell’Autorità di Gestione del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Basilicata per la realizzazione di campagne informative e pubblicitarie finanziate dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale. Dal 2004 è cofondatrice del Women’s Fiction Festival, di cui è Managing Director.

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