Librai: leggere premia

Per i librai indipendenti, promuovere la lettura è una sfida; ma solo per premiare i lettori più fedeli. Questo il senso dell’Italian Book Challenge, come ci racconta Serena Casini.

librai

Che cos’è l’Italian Book Challenge: da chi nasce l’idea? Per quali motivi? Quanti sono i partecipanti?

L’idea dell’Italian Book Challenge – con il quale le librerie indipendenti che aderiscono premieranno i loro lettori più fedeli – nasce alla Libreria Volante di Lecco. Andrea – il mio compagno e libraio – e io stavamo cercando un gioco che coinvolgesse i nostri lettori per tutto l’anno. Un’amica lettrice ci fa conoscere le Reading Challenge che vanno forte all’estero: farne una versione italiana è stato un attimo, ma l’idea era troppo forte per tenerla per noi. Tramite una chat di Fb ho condiviso il progetto con alcuni librai indipendenti e grazie all’entusiasmo di Ludovica della libreria Le notti bianche di Vigevano e Fabrizio della Modus vivendi di Palermo, il gioco ha contagiato inizialmente 35 librerie. A tutti subito è piaciuta l’idea di fare rete: noi piccoli e piccolissimi dietro un’idea unica, un progetto comune. Associazioni, no, a meno che una chat di Fb non possa essere definita tale!

Tempo fa intervistammo Filippo Nicosia che con il suo Pianissimo portava in giro per la Sicilia una vera e propria libreria; voi invece parlate di challenge e stabilite delle tempistiche definite. Cosa stimola di più alla lettura, concedere tempo o proporre una competizione?

Quella di Filippo era un’idea grandiosa: portare libri di case editrici indipendenti là dove non arriverebbero mai. Allargare la lettura e diffonderla. L’idea nostra procede in modo diverso, ma possiamo dire che la lettura è come l’intelligenza delle persone, ha mille sfaccettature diverse: concedere tempo e far conoscere danno ottimi frutti, ma anche mettere un pizzico di brivido e giocare. Il gioco è una delle prime forme di rapporto umano che conosciamo e siamo convinti che giocare sia essenziale per il nostro sviluppo come persone in qualsiasi età e momento della vita. Quindi Italian Book Challenge!

Qual è il valore di una libreria indipendente, oggi?

Posso parlare solo per la mia esperienza, ancora breve perché abbiamo aperto la nostra libreria solamente a giugno del 2015. Una libreria indipendente è roccaforte di pensiero: non c’è nessuno se non il libraio a selezionare i libri proposti, che sceglie e propone secondo l’intuizione e la cultura personale. Il pensiero del libraio quindi si riflette su quello che i lettori incontrano entrando nella sua libreria. Libreria indipendente è ascolto verso chi entra e pone domande e dà suggerimenti.

Cosa pensate, tu e i tuoi colleghi, dell’eBook: ci sono dei pregiudizi contro un libro che non c’è bisogno di andare in libreria a comprare, secondo te?

Non so cosa pensino i colleghi degli eBook: noi tutto il bene del mondo, tant’è che li vendiamo. Ma sono i lettori stessi che non ce li chiedono, se non per motivi di vista: quasi nessuno preferisce il reader alla carta. Non sono certo gli ebook a togliere potenziali vendite alle librerie fisiche, colossi come Amazon attraggono ben oltre l’ebook.

Foto: cristian – the old curiosity shop (Creative Commons).

libraiSerena Casini (@SerenaCasini) – Ama i libri da quando era bambina, e quando è diventata grande ne ha fatto un mestiere: editor, redattrice e libraia. In libreria ci lavora la prima volta nel 2002, mentre studiava a Firenze. Ha continuato a Roma, poi, chiedendosi “chissà cosa succede in casa editrice” è riuscita a vederne bene una da dentro: il Saggiatore a Milano. Lì è rimasta per sei anni, redattrice prima, poi editor. Nell’estate 2013 ha accompagnato Pianissimo e Filippo Nicosia in giro per la Sicilia, facendo la libraia ambulante insieme a Maura Romeo e Mauro Maraschi, un’avventura di cui porta chiari i segni. Quindi una nuova casa editrice, Chiarelettere, oltre un anno di nuove sfide. Fino a quando il vecchio mestiere è tornato a bussare alla sua porta: nel marzo 2015 ha visto un Punto Einaudi in chiusura a Lecco (perché da Milano si era trasferita lì) e ha deciso di riaprirlo con il supporto del suo compagno, Andrea. Perché non le basta dire che la cultura deve essere difesa, lei ha deciso si metterci del suo. Ogni giorno (tranne il lunedì).

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