Art Stories per sognare

Art Stories è una startup innovativa che, attraverso giochi digitali, sviluppa app educative dedicate ai beni culturali: ecco come.

Art stories

Art Stories che cos’è? Nell’era della disintermediazione, i musei e gli enti culturali si chiedono come possono intensificare il proprio rapporto con il pubblico attraverso le tecnologie digitali. Come nasce, quindi, il vostro progetto?

Art Stories è una startup innovativa che sviluppa app educative dedicate ai beni culturali. Attraverso giochi digitali che combinano narrazione avvincente, illustrazioni originali, contenuti ricchi di spunti e dettagli divertenti, vogliamo invogliare i bambini a scoprire arte, architettura, musei e città. L’idea è di dare in mano ai bambini e agli adulti che li accompagnano uno strumento utile, facile e intuitivo che renda la visita più appassionante. Le app Art Stories possono infatti essere utilizzate prima della visita per solleticare la curiosità, durante la visita come guida, dopo la visita come gioco.

L’utilizzo di smartphone o tablet da parte dei bambini è un tema controverso: alcuni, ad esempio, affermano che fino ai tre anni di età non dovrebbero farne uso affatto; altri si soffermano soprattutto sul razionamento quantitativo. Voi che cosa ne pensate?

A nostro parere, ma ci teniamo a sottolineare che non è un parere scientifico, ha senso dare in mano ai bambini tablet e smartphone con un obiettivo: che sia leggere una bella storia animata, guardare un video, giocare con una app, tutto va bene basta che non sia solo un modo per “tenere buoni” i bambini o per “dare tregua” ai genitori. Secondo noi è importante che i bambini (almeno quando sono piccoli) siano accompagnati dai genitori nella scelta dei contenuti, esattamente come succede con la televisione.

Il digitale è una risorsa straordinaria se usata con senso. Le app sono strumenti educativi potentissimi se sono mediate, spiegate e utilizzate insieme ai bambini (dai genitori e dagli insegnanti). Per questo le nostre app sono indirizzate ai bambini delle elementari e sono consigliate per i bambini tra i 5 e i 10 anni. La nostra idea è che possano innescare curiosità e voglia di andare oltre lo schermo a scoprire il mondo.

Visitare un museo è un’esperienza multisensoriale; almeno, così dovrebbe essere. Troppo spesso, infatti, entrare in un museo significa cercare di decifrare piccole didascalie scritte con la macchina da scrivere. Il digitale ha introdotto cambiamenti sostanziali o non ci riuscirà?

Si discute moltissimo di questi tempi di digitale nei musei, e a noi preme fare una precisazione: il digitale è solo uno strumento, funziona benissimo se è integrato in una visione strategica e d’insieme, perché in sé e per sé non significa nulla. A nostro avviso può essere un ottimo strumento di mediazione, dall’uso immediato e divertente, ma è così solo se è ben progettato, con chiara la visione del pubblico a cui è rivolto e degli obiettivi che si prefissa. Ovvero: riversare pannelli e didascalie in una app non fa nulla di più di quello che fanno appunto pannelli e didascalie. Il valore del digitale è quello di aprire una dimensione altra e flessibile, che l’utente può gestire in autonomia e su uno strumento proprio. Quindi ha il valore di aggiungere livelli di lettura e di interazione – fatte salve le premesse di progettazione e intenti di cui sopra.

Rispetto al nostro pubblico di riferimento, cioè bambini e famiglie, vediamo un grande potenziale nel fatto di avere uno strumento disponibile online, che permette di accedere ai contenuti prima della visita. È uno stratagemma molto utile quando ci si muove con dei bambini: si crea aspettativa, li si può spronare a cercare lungo il percorso museale le opere che hanno visto a casa, ci si può far raccontare cosa si ricordano… sono tutte azioni che possono anche nascere da una buona guida cartacea, e da un adulto competente, volenteroso e dedicato, ma richiedono grande attenzione! Noi proviamo a fornire questo tipo di strumento: una base ricca che permetta ad adulti e bambini di fare insieme un’esperienza culturale soddisfacente, stimolante e divertente!

In Italia c’è un intenso e crescente interesse per l’innovazione culturale. Tuttavia, questo fenomeno di cui tanto si parla pare ancora avere i piedi di argilla. Nella vostra esperienza, quali sono i limiti che gli innovatori della cultura incontrano nel nostro Paese?

Dalla nostra esperienza possiamo dire che l’innovazione culturale nel nostro paese soffre ancora di una estrema rigidità di sistema. Spesso questa rigidità è burocratica e legislativa, altre volte è semplicemente mancanza di visione. D’altra parte però ci sembra che l’interesse sia vivo e l’attenzione crescente, e i tentativi di sperimentazione sempre meno isolati.

Foto: Nicola Buosl – Stupore (Creative Commons).

libraiArt Stories (@ArtStoriesItaly) – Nata nel 2015, Art Stories è una startup innovativa che sviluppa app educative specificamente mirate alla valorizzazione dei beni culturali, con la mission di far scoprire ai bambini l’arte, l’architettura, i musei e le città attraverso giochi digitali. Il suo sito Internet è Artstories.it.

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