Star Wars, la Forza nelle carte

Fabio Malino è il revisore italiano di “Star Wars: The Card Game”, un gioco di carte dedicato alla saga di George Lucas che – come i giochi di TwLetteratura – si muove al confine fra analogico e digitale.

Star Wars - The Card Game

Giocare a carte con Guerre Stellari, forse la saga più tecnologica e digitale mai concepita, a prima vista può sembrare paradossale. Ma, di fatto, questo gioco risponde allo stesso bisogno per cui più la lettura si fa digitale più i suoi aspetti non digitali tornano attuali. Ecco allora una breve intervista al ‘revisore’ italiano di questo gioco, Fabio Malino.

Il fatto che attorno a un contenuto culturale nasca un gioco non è cosa nuova, in un certo senso è così fin dalla notte dei tempi. Che cosa è esattamente “Star Wars: The Card Game”? Come è nato, e come si è diffuso? E perché la transizione verso il digitale spinge le persone a riscoprire i giochi analogici, come appunto quelli fatti con le carte?

SWLCG è un gioco di carte competitivo per 2-4 giocatori basato sull’universo creato da George Lucas. All’interno di ogni partita i giocatori, minimo uno Lato Chiaro e uno Lato Oscuro (della Forza), si scontrano per raggiungere il loro obiettivo di gioco, necessario per aggiudicarsi la partita: ultimare la Morte Nera (Lato Oscuro) e distruggere 3 obiettivi imperiali (Lato Chiaro). Il tutto avviene attraverso varie tipologie di carte che a turno i giocatori schierano sul tavolo da gioco e che, dal quel momento in avanti, utilizzeranno per compiere vari passaggi (semplificando molto: gestire le proprie risorse, attaccare l’avversario e impegnarsi nella ricerca e nel dominio della Forza). Il gioco è stato prodotto negli USA nel 2012, ripercorrendo le orme di altri due giochi di carte analoghi più datati che avevano al loro tempo riscosso notevole successo oltreoceano. Come tutti i giochi di carte ‘materializzati’ anche SWLCG coniuga i due aspetti di maggiore richiamo di questa tipologia di prodotti: l’aspetto ludico e l’aspetto collezionistico. Tutte le carte infatti riportano illustrazioni a tema particolarmente d’appeal per i fan della saga.

Curare la coerenza di un contenuto ludico presupppone da un lato un rigore scientifico, nella misura in cui ci si richiama a un universo simbolico condiviso e ne si devono rispettare le regole costitutive. Al tempo stesso però, bisogna fare in modo che il rigore non sottragga spazio al divertimento. Come si fa, allora?

Questi giochi di carte, nel tempo, hanno avuto un loro sviluppo ed una loro evoluzione molto variegata. In un primo tempo il design delle carte da gioco era assai semplice, riportava pochi valori numerici e piccole parti di testo contenenti i diversi effetti di gioco. Poi progressivamente sono stati introdotti simboli e altre accortezze, al fine di semplificare e uniformare particolari aspetti di gioco più complicati. Come revisore italiano di questo gioco, il mio compito primario è assicurare che venga mantenuta una coerenza terminologica e una uniformità continua dei vari effetti di gioco. Trattandosi infatti di giochi ad uscite progressive (il gioco nasce con un set base e si espande con piccole confezioni di carte a pubblicazione mensile che progressivamente aumentano il pool di strategie utilizzabili) è indispensabile, affinché le carte mantengano una loro unicità e continuità terminologica, assicurare che i termini e gli effetti di gioco permangano immutati e chiari per tutto il ciclo di vita della serie.

Con Star Wars, George Lucas ha di fatto costruito un’epica postmoderna. Se da un lato si è richiamato alla mitologia antica e a paradigmi classici – il declino della Repubblica che si trasforma in Impero – dall’altro ha finito per costruire una saga di culto per i geek della Silicon Valley. Tutto questo come è possibile?

Mescolare sapientemente elementi di storytelling classico con sviluppi tecnologici così hi-tech ha reso nei primi anni 80 Star Wars una vera e propria pietra miliare del genere fantascientifico. Tutto questo con toni molto ‘politically correct’ (non si vede mai il sangue, nemmeno nelle scene più forti di combattimento). A mio avviso, il recente acquisto della licenza cinematografica da parte della Disney (e di tutte le sub-licenze legate al mondo ludico) non può che essere testimonianza di questo. E’ un universo a misura di bambino, quasi innocente seppur nella sua lotta tra bene e male. I numerosi spin-off a cartoni animati (la serie Clone Wars e la più recente Star Wars: Rebels) vanno in questo senso e passano regolarmente sui canali televisivi per l’infanzia come Cartoon Network. Tutti questi elementi, così bene amalgamati, hanno creato un mood unico e inconfondibile che ormai da più di trent’anni attira fan di tutte le età.

Star Wars con Luke Skywalker ha conquistato una generazione che giocava con le console Atari e i Commodore; poi, con Anakin, ha conquistato la generazione della Play Station e della Wii. Credi che la generazione dei bambini che imparano a programmare nei coder-dojo si farà davvero conquistare da Rey e Finn?

Questa forse è la domanda più difficile. Stiamo parlando di generazioni diverse, di influenze diverse. La mia generazione (anni ’80) si è innamorata follemente della prima Trilogia (episodi IV, V, VI) in un’epoca storica nella quale film come Star Wars erano davvero l’elemento di rottura rispetto ai canoni classici. Pensiamo che l’alternativa allora era costituita da Star Trek, dai libri di Asimov e da poco altro. La generazione Playstation (anni ’90), in qualsiasi declinazione vogliamo esaminarla, ha approcciato la seconda Trilogia (episodi I, II, III) in un’epoca di bombardamento mediatico molto sostenuto in questo filone (pensiamo agli innumerevoli titoli di videogame fantascientifici pubblicati) e forse, anche per questo, è quella che meno si è avvicinata a questo mondo. Ora siamo alla terza generazione (i figli dei primi fans) che, sotto l’innegabile passione dei loro genitori, prepotentemente tornano a vedere con stupore e sogno questa “Galassia lontana, lontana”. E’ un circolo che si autoalimenta, con radici nei fans classici di trent’anni fa e rami sempre più verdi nelle nuove generazioni che ne seguono le norme. Gli adolescenti di oggi, ormai abituati a effetti speciali sempre più digitalizzati, ancora vengono rapiti dalle scene un po’ retrò dei primi film, quando modellini in scala e mascheroni facciali erano i soli effetti speciali possibili… Il fascino di tutto questo non perde la sua Forza, nemmeno con il passare del tempo. Inutile dire che in qualità di ‘vecchio’ fan, l’episodio VII appena uscito nelle sale ha riscosso la mia assoluta curiosità non tanto per la nuova trama, ma anche (per non dire soprattutto) per la possibilità di rivedere vecchi meravigliosi personaggi (Han Solo su tutti) invecchiati e trasposti in una nuova mozzafiato avventura. Da generazione a generazione, insomma, la Forza continua a scorrere potente…

Foto: Ernesto Sierra – Star Wars: The Exhibition (Creative Commons).

Fabio Malino – Ha 37 anni e è si Laureato all’Università di Torino nel 2004. Da oltre vent’anni è amante del mondo dei giochi da tavolo e di carte, nonché un fervente appassionato di fantascienza e dell’universo di Star Wars in particolare. Attualmente collabora con Giochi Uniti Srl, una delle più importanti case editrici di giochi del nostro paese, in qualità di revisore ufficiale della linea di Star Wars: il Gioco di Carte e come referente nazionale della Comunità dei suoi Giocatori. E’ possibile incontrarlo personalmente alle più importanti Convention Ludiche italiane (Modena PLAY, TorinoComics, Lucca Comics&Games) sempre disponibile a scambiare quattro chiacchiere sul gioco o su questo mondo fantastico.

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