Cosenza: #libriAMOci e #HamleTw

#libriAMOci è una biblioteca itinerante che diffonde cultura là dove manca. In occasione di #HamleTw, affiancherà le classi dell’istituto Zumbini di Cosenza che partecipano alla riscrittura: perché la cultura va diffusa con ogni mezzo.

Cosenza

Ci avete scritto per partecipare ad #HamleTw con alcune classi dell’Istituto “Zumbini” di Cosenza e alcuni animatori digitali della città, un modo per promuovere la cultura. Ma che cos’è una biblioteca itinerante? Quando e come nasce #LibriAMOci, e perché?

Risponde Rosarita Berardi, scrittrice-poetessa e co-founder di #LibriAMOci: Una biblioteca itinerante è ciò che le parole dicono: libri che viaggiano. Ma perché creare una biblioteca che si sposta da un capo all’altro del sud-Italia?

Partiamo da due presupposti: le biblioteche italiane nascono da un concetto museale e conservativo del patrimonio letterario e archivistico, e sono di conseguenza diverse da quelle più elastiche e dinamiche dei Paesi anglosassoni. In Italia restano templi del sapere e non centri promotori di fermento culturale. Inoltre, l’educazione delle nuove generazioni non ha abituato i giovani a considerare le biblioteche come luoghi di “serio ludere”: ci sono paesi italiani che non solo non possiedono una biblioteca ma – assai peggio – non ne sentono la mancanza, convinti di rinunciare a qualcosa di superfluo perché riservato ai mestieranti del sapere e di noioso perché non promotori di divertimento. Fra l’altro queste convinzioni sono assai lontane dalla realtà che la biblioteca itinerante vuole dimostrare: con i libri viaggiano le idee, le iniziative, i progetti e gli eventi. Nel tempo – sempre troppo breve – in cui la biblioteca sarà ospite di un comune, si metterà in moto un circolo virtuoso che coinvolgerà le associazioni e le scuole del territorio, gli artisti locali e non e ospiterà laboratori creativi che offriranno l’opportunità di sperimentare le inclinazioni artistiche di quanti vorranno mettersi in gioco.

Oggi che la cultura in Italia viene trattata alla stregua di una Cenerentola indegna dell’attenzione del principe di turno ci è sembrato fondamentale promuovere e impegnarci in un progetto che non solo vive e fa vivere “di cultura” ma la contamina e la amalgama con il supporto di quanti pensano che la creatività sia la regola base del “buon vivere”.

Per #HamleTw, fungerete da catalizzatore delle classi della scuola Zumbini di Cosenza partecipanti alla riscrittura: quale sarà, nello specifico della gestione del vostro account Twitter, il vostro ruolo? Chi avete coinvolto nella gestione dell’account, e perché?

Risponde Francesco Marano, blogger e co-founder di #LibriAMOci e Latitudine Sud: L’account twitter di #LibriAMOci verrà gestito a staffetta da Rosarita Berardi, Anna Puleo e dal sottoscritto proprio perché la cultura deve essere condivisa. Il ruolo di #LibriAMOci, con il supporto di Rosarita e Anna, è proprio quello di proporre spunti e chiavi di lettura alle docenti, mai intralciando il loro lavoro, il loro metodo didattico, la loro libertà d’insegnamento. La nostra idea, per cui è nato il nostro progetto, è trasferire saperi attraverso sperimentazione e innovazione: la scuola ci sembra il laboratorio più adatto dove elaborare meglio questo concetto. Tenuto conto che i ragazzi sono un passo avanti a noi, sfruttiamo questa condizione per stimolarli a percorrere nuove strade nell’acquisizione della cultura. Attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie di comunicazione e connessione, si riescono a proporre contenuti che, nella classica lezione frontale, sono poco graditi e di conseguenza poco assimilati. Il metodo di TwLetteratura ci sembra quello più vicino e idoneo a un riesame metodologico dell’apprendimento. Il coinvolgimento mio, di Rosarita e Anna nasce proprio da questa visione in cui è determinante, secondo noi, intrecciare il sapere classico con la facilitazione comunicativa per approdare a una rivisitazione innovativa dei metodi e dei contenuti. Tutto partendo da un classico scritto sui fogli di un libro che profumano di cultura.

Durante la riscrittura di #TwSposi, alcune classi calabresi e siciliane proposero un adattamento contemporaneo dell’Addio ai monti di Lucia Mondella, che divenne un modo per riflettere sui tanti giovani che ancora oggi devono dire addio al Sud perché non offre loro adeguate risorse economiche e lavorative. Pensate che Amleto possa stimolare una riflessione simile?

Risponde Anna Puleo, cultural blogger e founder di Linking Calabria: Amleto è un personaggio universale, senza spazio né tempo. La sua rabbia è quella dei suoi coetanei di oggi, davanti a un futuro promesso e subito negato. Le nostre città, soprattutto a Sud, sono piene di Amleti frustrati nelle aspettative mancate, delusi dall’insipienza e dall’inadeguatezza degli adulti, prigionieri di un microcosmo familiare e di un universo sociale ai quali sono profondamente estranei e da cui si sentono respinti. Amleti alla ricerca di un’identità meno liquida e complessa di quella che gli riserva il Terzo Millennio. Come dimostrano anche gli attori di Punta Corsara in Hamlet Travestie, Napoli; come Cosenza, Bari o Palermo non sono poi così lontane da Elsinore.

Cosa significa e che valore può avere la parola cultura, oggi: deve essere messa in circolazione il più possibile con ogni mezzo (anche i social), o rimanere un ambito specialistico? E perché non riesce a diventare una fonte di reddito sostenibile, da ricchezza smisurata qual è?

Rispondono Laura De Marco, Patrizia Di Cola e Rosa Malicchio, docenti della scuola Zumbini di Cosenza: La cultura rappresenta l’insieme dei tratti distintivi, spirituali e materiali, di una società; in una realtà sempre più multietnica, le culture si incontrano e dialogano tra loro. La diversità culturale, come l’identità culturale, è una questione di innovazione e di apertura.

La cultura si configura sempre più come una dimensione trasversale al triplo pilastro economico, sociale e ambientale per ogni sviluppo realmente sostenibile. La cultura dunque non solo come tesoro da preservare, ma risorsa da promuovere con ogni mezzo, social compresi. Nelle piazze virtuali gli studenti, confrontandosi con gli altri (cooperative learning, peer to peer), vengono guidati a sviluppare un approccio critico e costruttivo.

La diversità culturale rappresenta una sfida pedagogica e sociale per gli educatori. Insegnare efficacemente in classi culturalmente diverse significa utilizzare strategie e contenuti culturalmente sensibili per garantire eque opportunità per il successo scolastico, lo sviluppo personale e la realizzazione individuale di tutti gli studenti. La cultura non solo influenza i nostri valori, ma anche il modo in cui impariamo a interpretare le informazioni. Oggi viviamo in una società dove le minoranze sono in crescita: gli insegnanti non hanno più classi omogenee, ma alunni provenienti da ambienti culturalmente diversi; il risultato è una distanza maggiore in senso sociale, culturale e scolastico. L’insegnante pertanto è chiamato a costruire ponti per levigare le differenze culturali in modo da ottenere successo sociale e scolastico.

È importante sviluppare la “consapevolezza” con strategie metacognitive, valorizzando il bagaglio culturale di ogni discente. Gli insegnanti hanno acquisito competenze sulla comunicazione interculturale, perché gli alunni di oggi imparano a riconoscere, anticipare, dire, leggere e rispondere alle narrazioni come parte della loro socializzazione anche attraverso i social. In questo contesto gli insegnanti devono sapere come adattare contenuti e stile dell’insegnamento alle preferenze culturali degli studenti. Il curriculum, la metodologia e i materiali invitano gli studenti a identificarsi con il processo educativo e gli consentono di operare cognitivamente; è compito dell’insegnante mantenere vivo il “senso culturale”, utilizzando strategie e canali differenti.

Il linguaggio diviene il mezzo attraverso il quale la cultura esprime la sua visione del mondo. Il linguaggio influenza il pensiero e il pensiero influenza la lingua. In questa direzione, la letteratura, se sarà di nuovo la più potente forma di condensazione di immaginari cognitivi e linguistici, potrà diventare un nuovo laboratorio di ipotesi, utopie, mondi possibili. Anche la cultura sembra soggetta a leggi di mercato, ma i suoi sono spesso valori contro: è sempre più necessario, quindi, rivedere alcuni aspetti essenziali della cultura, come la rilettura attuale delle opere letterarie e puntare alle potenzialità del loro particolare realismo, al di fuori di ogni mitologia dell’inesperienza; alla loro capacità di rappresentare situazioni locali in un contesto globalizzato; alle basi per interpretare criticamente i testi nell’epoca dell’inflazione degli spazi virtuali, tra blog e social network. Lo scopo non è una passiva difesa dei valori umanistici o l’esaltazione delle opinioni acquisite; bisogna accettare sfide che vengono anche dalle nuove intersezioni fra campi del sapere, campi di potere culturale e finalità della critica. Solo così la ricchezza della cultura potrà divenire fonte di reddito sostenibile e patrimonio indistinto di ogni Persona.

Foto: Z H O L T A – #bocsart #cosenza #centrostorico #zolta #zlt (Creative Commons).

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