Il digitale? Serve e va insegnato

La quarta classe della sezione serale di Informatica dell’Istituto Tecnico Merloni di Fabriano (AN) ha sperimentato per la prima volta TwLetteratura con #HamleTw. Le professoresse Castagnari e Rapaccini ci raccontano come il digitale può essere utile, a scuola.

HamleTw-Merloni

La scuola dovrebbe essere sempre al passo con il presente: quanto è fondamentale la tecnologia, e soprattutto il digitale, per ottenere questo risultato?

Le competenze digitali sono tra le competenze fondamentali del XXI secolo, così come indicato nel documento sulle competenze chiave europee per l’apprendimento permanente; la scuola ha il dovere di alfabetizzare i propri studenti riguardo ad esse al pari delle competenze di base, come leggere, scrivere e far di conto, che però, oggi, non sono più così scontate. In molti ambiti lavorativi, inoltre, sono richieste delle conoscenze approfondite del funzionamento e utilizzo dei servizi Internet, in particolare dei Social Media.

Sempre a proposito di digitale e didattica: il digitale è solamente uno strumento da utilizzare oppure – per le sue caratteristiche di utilizzo – sta influenzando più profondamente anche i contenuti dell’insegnamento?

Il digitale è pervasivo: non siamo più in grado di vivere senza. La quantità di informazioni disponibili è enorme e di facile accessibilità, ma altrettanto facilmente vengono dimenticate. Usando il digitale nella didattica vengono favorite le connessioni piuttosto che le nozioni. I paradigmi di apprendimento sono cambiati: sono incoraggiate le attività di collaborazione, l’apprendimento tra pari e la condivisione. I contenuti, fruiti in modo non sequenziale, possono essere facilmente riferiti alla realtà, alla quotidianità e, lavorando in modalità BYOD (Bring Your Own Device), è possibile approfondire qualsiasi argomento. L’impressione, però, è che l’uso diffuso della comunicazione sincrona svilisca e impoverisca la lingua e il linguaggio: si scrive troppo velocemente, le risposte sono brevi, immediate, senza troppo riflettere. La comunicazione appare superficiale, fredda, senza la personalizzazione di un proprio segno grafico. Ci chiediamo, con un pizzico di nostalgia, chi mai più scriva una lettera d’amore.

Con quale approccio gli insegnanti che conoscete si avvicinano all’utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica? Per quali motivi ne sono entusiasti e per quali, invece, diffidenti?

Gli insegnanti sono ormai obbligati ad avvicinarsi all’utilizzo delle tecnologie digitali anche solo per svolgere le funzioni quotidiane del proprio lavoro, come quelle di firmare il registro elettronico o l’iscrizione a un corso di formazione. Alcuni insegnanti vedono le tecnologie digitali come un perdita di tempo, uno strumento che distoglie dall’apprendimento, nonostante usino uno smartphone e comunichino o ricerchino informazioni attraverso la rete. Non tutti gli insegnanti sono equipaggiati per ripensare il proprio ruolo e il curriculum: manca ancora una formazione continua efficace. Speriamo che la figura di Animatore Digitale possa essere davvero di supporto ai docenti meno esperti e che si avviino percorsi di autoformazione strutturati all’interno della propria scuola e del territorio. Inoltre, gli strumenti tecnologici o le reti scolastiche a volte non funzionano in maniera adeguata e possono portare all’abbandono da parte del docente meno motivato.

Avete sperimentato per la prima volta TwLetteratura con #HamleTw: qual è l’aspetto più bello, per cui consigliereste TwLetteratura a degli estranei, e quale quello che invece cambiereste?

All’inizio abbiamo introdotto le tipologie di scritture brevi nella storia, ispirati dal lavoro della professoressa Francesca Chiusaroli dell’Università di Macerata, poi discusso di come stia cambiando la lingua scritta attraverso i media digitali e i social, infine descritto i progetti di social reading e di TwLetteratura. Nessuno degli studenti conosceva Twitter, solo di nome.

Il metodo TwLetteratura permette un coinvolgimento maggiore nell’opera, la avvicina in modo diverso dalla solita lezione, incuriosisce, benché la percezione sia stata, in alcuni casi, quella di semplificare alcuni aspetti dell’opera. Alcuni studenti hanno apprezzato questo approccio, per loro inusuale, che prevedeva la condivisione di un loro prodotto in modo diretto, immediato (simile al modo a cui sono abituati dagli altri social); altri hanno trovato un freno nel limite dei 140 caratteri. Vedere le attività delle altre scuole è stato molto interessante, così come i profili che giocavano a impersonare i vari personaggi interpretandone gli umori e i dolori. Vorremmo approfondire meglio il metodo e sperimentare la lettura di tutti i capitoli di un’opera, ma sarebbe preferibile un calendario con cadenza settimanale che potrebbe rispondere maggiormente alle esigenze dell’orario scolastico e dei circoli di lettura.

Foto: uno dei moduli cartacei che gli studenti hanno usato per partecipare a #HamleTw.

Monica CastagnariMonica Castagnari – Docente di lingua inglese, ha iniziato a insegnare nel 1989 e ha conosciuto le tecnologie digitali soprattutto grazie ai numerosi viaggi estivi nel Regno Unito, che le hanno permesso un confronto diretto con le metodologie delle scuole anglosassoni.

Beatrice RapacciniMaria Beatrice Rapaccini (@tormiento) – Docente di matematica, dopo aver lavorato diversi anni come ingegnere, cerca di avere un approccio olistico nell’insegnamento (STEMx – Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica, e altro). Si interessa di scacchi scolastici e creative computing. .

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