Stilnovo e Oulipo

Come avrebbe reagito Dante Alighieri davanti all’Oulipo? Scopriamolo su Betwyll con #Stilnovo a settembre, preparandoci alla mostra “Il volto di Dante, per una traduzione contemporanea”.

No Curves_The Supreme Poet

Da mercoledì 14 a domenica 18 settembre giochiamo su Betwyll con la poesia di Dante Alighieri Donne ch’avete intelletto d’amore. Il progetto nasce in collaborazione con gli organizzatori della mostra Il volto di Dante, per una traduzione contemporanea, che si inaugurerà a Ravenna il prossimo 18 settembre.

La mostra

La grandezza di Dante continua a rendere la sua figura presente nella contemporaneità. La sua poesia è stata infatti capace di indagare, scavare, scoprire e rendere manifesta l’essenza più profonda dell’animo umano, scandagliandone le passioni e le emozioni, le grandezze e le debolezze, le doti e i limiti. Partendo da questo assunto, Bonobolabo di Marco Miccoli con la curatela di Maria Vittoria Baravelli lancia idDante, un progetto annuale dedicato a Dante Alighieri che culminerà nel 2021, settimo centenario dalla morte del poeta. All’interno di tale progetto verrà inaugurata il 18 settembre la mostra Il volto di Dante, per una traduzione contemporanea, durante la quale 33 artisti +1, seguendo il perfetto schema metrico della commedia, interpreteranno il volto del Poeta: dalla grafica al fumetto, dal mosaico all’uso del Technogel, dal pane fino alla Tape art, il plurilinguismo dantesco viene riscritto in un altro codice artistico, quello visivo, e riproposto in un orizzonte d’arte contemporaneo.

Inoltre, in Collaborazione con il Dipartimento di Antropologia Culturale dell’Università di Bologna e il Professor Giorgio Gruppioni sarà esposta la ricostruzione del volto di Dante, ricreata partendo dalla prima ricognizione scientifica attuata dallo studioso Fabio Frassetto nel 1921, sesto centenario della morte del poeta. L’antropologo bolognese, violando il divieto di Corrado Ricci, allora direttore generale delle antichità e delle arti, realizzò segretamente un calco del cranio del poeta più tradotto nel mondo.

La sede scelta è la Biblioteca di Storia Contemporanea “Alfredo Oriani”, che vanta oltre 170 mila volumi dedicati alla storia, alla sociologia e alla economia contemporanea. Le sale in cui le opere saranno esposte furono costruite sotto forma di lungo corridoio con lo scopo di facilitare le persone a mirare la tomba di Dante Alighieri che si trova di fronte. In queste sale, dal 2014, è possibile visionare l’opera dantesca che l’artista No Curves ha donato al Comune di Ravenna grazie al festival di street art Subsidenze: un volto del poeta estremamente moderno creato attraverso l’utilizzo di linee rette di nastro adesivo colorato ad angoli retti e a 45 gradi.

La poesia

Donne ch’avete intelletto d’amore è una canzone di soli endecasillabi, contenuta nella Vita Nova, il primo libro scritto dal giovane Dante, nel quale il poeta – mescolando da un lato i generi di autobiografia e cronaca, e dall’altro gli stili di prosa e poesia – ricostruisce le fasi del suo innamoramento giovanile per Beatrice e lo sconvolgente effetto che la morte di lei ebbe sul futuro del Poeta.

Il componimento consta di 70 versi endecasillabi divisi in cinque stanze col seguente schema metrico: ABBC ABBC CDDCEE; nel secondo libro del De vulgari eloquentia, Dante stesso citerà questo tipo di struttura metrica come una delle più alte, prendendo la canzone in questione come esempio dello stile solenne. Da un punto di vista letterario, si tratta del componimento manifesto dello stile della loda, innovazione poetica di Dante costituente il superamento della stagione cavalcantiana: nel Purgatorio a Bonagiunta Orbicciani saranno attribuite le parole “Ma dì s’i’ veggio qui colui che fore/ trasse le nove rime, cominciando/ Donne ch’avete intelletto d’amore” (Pg XXIV, vv.49-51), con le quali Dante si pone come iniziatore di una nuova poesia, capace di superare per struttura e contenuti la tradizione precedente e i contemporanei. Secondo il critico Guglielmo Gorni, con questa canzone Dante passa dalla poesia comunicazione – legata strettamente al saluto dell’amata – alla poesia celebrazione – in cui il poeta, direttamente ispirato da Amore, trova appagamento dalla lode stessa della propria donna. Inoltre, cambia anche il destinatario: Dante individua subito il suo pubblico nelle donne e, tra di esse, in quelle che hanno intelletto (piena conoscenza, esperienza) d’amore, sempre più inteso come amore caritas. Chiaro è poi il tributo a quello che Dante nella Commedia riconosce come padre dello stilnovo, Guido Guinizzelli, per mezzo di richiami evidenti al sonetto Io vogli’ del ver la mia donna laudare.

Le regole del gioco

Giocheremo a #Stilnovo sperimentando un approccio diverso, oltre al consueto: ogni giorno leggeremo e commenteremo una parte della poesia seguendo una delle regole elaborate dall’Oulipo e messe in pratica da Raymond Queneau nei suoi Esercizi di stile. Ogni giorno, i partecipanti potranno perciò trascurare nei loro tweet e twyll l’uso di particolari lettere (lipogramma), oppure riscrivere la strofa al passato remoto, o ancora commentarne il contenuto con un tweet formale e burocratico, facendo paragoni gastronomici o cromatici.

Per partecipare a #Stilnovo su Twitter, utilizza le regole consuete previste dal metodo TwLetteratura. Leggi il testo rispettando il calendario condiviso e traduci ogni brano con osservazioni e suggestioni personali sotto forma di brevi messaggi di 140 caratteri, seguendo le indicazioni oulipoiane. Inserisci sempre l’hashtag #Stilnovo seguito da slash (/) e dal numero in calendario per ciascuna strofa (es. #Stilnovo/01 per la prima strofa, #Stilnovo/02 per la seconda, ecc.).

Per partecipare a #Stilnovo su Betwyll, assicurati di essere registrato come beta tester della app di TwLetteratura e di averla scaricata sul tuo device attraverso App Store o Google Play. Fai pratica con il tutorial “Inizio a usare Betwyll” e poi comincia a giocare con gli altri utenti, proponendo per ogni strofa il tuo messaggio oulipoiano.

Il calendario

#Stilnovo seguirà questo calendario condiviso:

  • 1. #Stilnovo/01 | Mercoledì 14.09.2016, I Stanza: Lipogramma in A

    Donne ch’avete intelletto d’amore,
    i’ vo’ con voi de la mia donna dire,
    non perch’io creda sua laude finire,
    ma ragionar per isfogar la mente.

    Io dico che pensando il suo valore,
    Amor sì dolce mi si fa sentire,
    che s’io allora non perdessi ardire,
    farei parlando innamorar la gente.

    E io non vo’ parlar sì altamente,
    ch’io divenisse per temenza vile;
    ma tratterò del suo stato gentile
    a respetto di lei leggeramente,
    donne e donzelle amorose, con vui,
    ché non è cosa da parlarne altrui.

  • 2. #Stilnovo/02 | Giovedì 15.09.2016, II Stanza: Passato remoto

    Angelo clama in divino intelletto
    e dice: “Sire, nel mondo si vede
    maraviglia ne l’atto che procede
    d’un’anima che ’nfin qua su risplende”.

    Lo cielo, che non have altro difetto
    che d’aver lei, al suo segnor la chiede,
    e ciascun santo ne grida merzede.
    Sola Pietà nostra parte difende,

    che parla Dio, che di madonna intende:
    “Diletti miei, or sofferite in pace
    che vostra spene sia quanto me piace
    là ’v’è alcun che perder lei s’attende,
    e che dirà ne lo inferno: O mal nati,
    io vidi la speranza de’ beati”.

  • 3. #Stilnovo/03 | Venerdì 16.09.2016, III Stanza: Lettera ufficiale

    Madonna è disiata in sommo cielo:
    or voi di sua virtù farvi savere.
    Dico, qual vuol gentil donna parere
    vada con lei, che quando va per via,

    gitta nei cor villani Amore un gelo,
    per che onne lor pensero agghiaccia e pere;
    e qual soffrisse di starla a vedere
    diverria nobil cosa, o si morria.

    E quando trova alcun che degno sia
    di veder lei, quei prova sua vertute,
    ché li avvien, ciò che li dona, in salute,
    e sì l’umilia, ch’ogni offesa oblia.
    Ancor l’ha Dio per maggior grazia dato
    che non pò mal finir chi l’ha parlato.

  • 4. #Stilnovo/04 | Sabato 17.09.2016, IV Stanza: Gastronomico

    Dice di lei Amor: “Cosa mortale
    come esser pò sì adorna e sì pura?”
    Poi la reguarda, e fra se stesso giura
    che Dio ne ’ntenda di far cosa nova.

    Color di perle ha quasi, in forma quale
    convene a donna aver, non for misura:
    ella è quanto de ben pò far natura;
    per essemplo di lei bieltà si prova.

    De li occhi suoi, come ch’ella li mova,
    escono spirti d’amore inflammati,
    che feron li occhi a qual che allor la guati,
    e passan sì che ’l cor ciascun retrova:
    voi le vedete Amor pinto nel viso,
    là ’ve non pote alcun mirarla fiso.

  • 5. #Stilnovo/05 | Domenica 18.09.2016, V Stanza: Arcobaleno

    Canzone, io so che tu girai parlando
    a donne assai, quand’io t’avrò avanzata.
    Or t’ammonisco, perch’io t’ho allevata
    per figliuola d’Amor giovane e piana,

    che là ’ve giugni tu diche pregando:
    “Insegnatemi gir, ch’io son mandata
    a quella di cui laude so’ adornata”.
    E se non vuoli andar sì come vana,

    non restare ove sia gente villana:
    ingegnati, se puoi, d’esser palese
    solo con donne o con omo cortese,
    che ti merrano là per via tostana.
    Tu troverai Amor con esso lei;
    raccomandami a lui come tu dei.

I tweet prodotti 

Qui puoi trovare la raccolta di tutti i tweet prodotti da chi ha partecipato a #Stilnovo.

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