Un autunno… furioso!

Quest’anno ricorrono i 500 anni dalla prima stesura dell’Orlando Furioso di Ariosto. Tra le tante iniziative per celebrarlo anche #furioso16tw, il progetto di riscrittura di Società Dante Alighieri e Museo Ferrara che apre la strada al nostro #OrlandoPazzo.

furioso16tw

Dal 3 ottobre al 18 novembre 2016 si svolge #furioso16tw, il progetto con cui Società Dante Alighieri e Museo Ferrara promuovono la rilettura in chiave attuale del capolavoro di Ariosto su Twitter. In particolare, l’invito è a ricercare gli elementi di umanità del poema: a cosa vi riferite?

Valeria Noli: A 500 anni dalla sua prima edizione abbiamo pensato di ‘aprire’ il grande libro dell’Orlando furioso e invitare a rileggerlo con noi un pubblico più ampio di quello degli specialisti. Il Furioso è un’opera fantastica, ricca di invenzioni linguistiche, immagini e visioni, molto celebrata ma forse un po’ meno letta. Abbiamo così cercato, al suo interno, 12 temi, riconducibili alla parabola umana di ogni tempo, e anche alla realtà che le persone ritrovano nella loro vita quotidiana. La Società Dante Alighieri, della quale faccio parte, e MuseoFerrara hanno formulato 40 quesiti in tweet giocosi e in rima, per Twitter. Li consideriamo 40 ‘chiavi’, che aprono i 12 percorsi tematici. Li abbiamo scelti con la supervisione scientifica del Prof. Alberto Casadei. Sono una sorta di invito a viaggiare tra sogni, visioni e realtà descritti nel poema, seguendo i temi della follia, della dipendenza, dell’amore e altri. Sono temi universali e praticamente perenni: l’uomo può a tutt’oggi diventare folle per amore, o può cadere preda di ossessioni come i personaggi nel XII canto, quando si trovano nel palazzo di Atlante. Qui le illusioni orchestrate dal mago, esaltate dal gioco delle figure retoriche, evidenziano comportamenti tipici delle dipendenze. Tra i versi, qui emerge un concetto molto attuale. È così per tutti i 12 temi che proponiamo.

Matteo Bianchi: La vita è un viaggio e spesso gli esseri umani lo iniziano per uno scopo, per inseguire un desiderio che nel corso dell’avventura sarà stravolto. E gli imprevisti che appaiono sul terreno della vita permettono di scoprire noi stessi. Ariosto è stato grande nel rendere questa ricerca tramite i versi, tramite una fitta trama di eventi che s’incrociano e si sovrappongono come tanti fili di un’unica matassa. Le azioni di ogni personaggio del Furioso, quelle che consideriamo inizialmente espressioni della superficie della loro personalità, li connotano a fondo passo dopo passo tra una selva e un castello. L’umanità è anche la manifestazione delle loro debolezze al netto del giudizio morale; la libertà di sbagliare che ciascuno ha in dote dalla nascita nei confronti del caso.  

Dalle recenti interpretazioni, come ad esempio a quella del prof. Alberto Casadei, a cui è affidata la supervisione scientifica del progetto, l’Orlando Furioso è un testo classico soltanto all’apparenza. A lui abbiamo chiesto quali sono gli aspetti di modernità che lo caratterizzano e che rendono particolarmente interessante una sua rilettura oggi. 

In effetti Ariosto segue molti precetti del classicismo del primo Cinquecento, in primo luogo la ricerca delle forme armoniche, come facevano Raffaello o, sul piano dei comportamenti, Castiglione con il suo Cortegiano. Ma rispetto a loro, e ancor di più rispetto al classicismo di tipo antiquario e monumentale, il poeta ferrarese introduce una dimensione dinamica, cosicché le simmetrie perfette non rimangono un po’ fredde e ingessate. Ariosto vuole che il suo lettore partecipi all’interpretazione degli eventi, e per questo accosta di continuo il mondo narrato e quello reale, a sua volta rappresentato dentro il Furioso grazie a continui riferimenti agli eventi di Ferrara e dell’intera Italia. Per questo il poema ariostesco è tuttora vivacissimo e offre un esempio sommo di armonizzazione che però non è, come voleva Benedetto Croce, trascendente e assoluta, bensì variabile e tale da consentire di parlare anche delle peggiori dissonanze della storia e della vita: il fatto che il più grande e nobile fra i paladini di Carlo Magno, l’invincibile Orlando, diventi un bruto per una follia amorosa è molto più terribile di quanto adesso non ci appaia, eppure anche di questo si può parlare nel mondo ariostesco, perché è un evento che, anche se non in questa forma, può capitare a ciascuno di noi. Ecco, il Furioso ci invita a entrare in un mondo in apparenza perfetto e armonioso, per scoprire che anche in quello il male può venire al posto del bene (come recita il motto che chiude l’opera, “Pro bono malum”). Sono temi antropologici costanti, e quindi adatti anche al presente: ed è bene che su di essi si focalizzi ancora l’attenzione, come si sta facendo con #furioso16tw, l’Ariosto in tweet della Società Dante Alighieri.

Il mondo del Furioso è un mondo orizzontale, in cui immergersi e spaziare, perdersi e ritrovarsi. La stessa possibilità che sembra voler ricreare la mostra di Palazzo Diamanti, Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi, in cui si viene letteralmente trasportati nell’immaginario dell’autore e nella sua epoca. Con cosa giocava Ariosto quando scriveva? Qual è il suo rapporto con Dante?

Alberto Casadei: Ariosto ‘giocava’ un po’ con tutta la letteratura a lui precedente, dai grandi classici, soprattutto latini, alle Tre Corone fiorentine (Dante, Petrarca e Boccaccio), sino alla poesia umanistica del Quattrocento e naturalmente a Boiardo e Pulci. Il suo rapporto con la tradizione è almeno ambivalente: spesso ci sono riusi raffinati, omaggi ai migliori autori del passato, ma altrettanto spesso ci sono parodie dissacranti, specie nei confronti dei ‘pesi massimi’ Dante e Petrarca. Può bastare un esempio. Il celeberrimo verso che chiude il quinto canto dell’Inferno, quello patetico e intenso di Paolo e Francesca, è “e caddi come corpo morto cade”: un verso addirittura perentorio, tutto di bisillabi, scanditissimo. Ariosto lo riscrive, ma lo colloca in settima posizione nella sua ottava, come se fosse un verso qualunque, uno dei tanti che lui sa reinventare o parodiare: “e cada come corpo morto cade / e venga al negromante in potestade” (canto II, ott. 55, 7-8).

Non bisogna però credere che il rapporto con Dante sia solo ironico-parodico: Ariosto ammira molto la sua grandezza, ma nel suo ‘mondo possibile’ non c’è posto per le certezze assolute come nel poema sacro dantesco. C’è spazio soprattutto per la variabilità dei sentimenti umani, che sono continuamente instabili, non fissati per sempre: ed è proprio questa variabilità che rende il suo testo affascinante e insieme sempre sfuggente.

Nelle nostre riletture partiamo dal principio che il social reading inizia dalle persone. Qual è il rapporto che Ariosto instaura con i suoi lettori e quanto di innovativo c’è in questo?

Matteo Bianchi: L’ironia del distacco che il poeta dimostra durante la narrazione è un tratto fortemente innovativo; quasi riuscisse a vedere ogni cosa dall’alto della sua conoscenza e i personaggi fossero pedine della sua immaginazione. L’introduzione del narratore onnisciente, unita a un approccio acuto, è la novità che, tra gli altri contemporanei, ha ispirato la penna di Stefano Benni anche di recente. E proprio dall’ironia ha preso il largo #furioso16tw, perché induce un maggiore coinvolgimento del lettore, stemperando gli eccessi di moralismo e solennità. L’atteggiamento dell’autore, però, non è l’unico elemento a evolvere. Rispetto alla tradizione precedente, difatti, cambia l’aura del protagonista: non si tratta più dell’Orlando innamorato del Boiardo, bensì “per amor venne in furore e matto” il paladino di Carlo Magno. A patto di non compromettere il bagaglio linguistico utilizzato, i social media entrano in rapporto con la simultaneità del Furioso esprimendo un rapporto quasi diretto con il testo. Esprimendo le domande del progetto in tweet intendiamo a nostra volta sostenere un meccanismo che prosegua oltre gli schermi degli smartphone e sfoci sulle pagine del poema.

Non è un caso che il Nobel per la Letteratura sia stato consegnato a Bob Dylan, un cantautore di fama mondiale: oggi, o meglio, nel passato prossimo di cui possiamo già notare gli effetti, ha influito di più sull’immaginario collettivo un articolo fluente o il testo di una canzone, che un romanzo o una raccolta di poesia. Astenendosi da qualsiasi giudizio qualitativo a riguardo, chi ci assicura che a dominare la scena futura non saranno i quotidiani rigorosamente online e i profili altisonanti sui social? Paradossalmente i social network sono diventati lo spazio in cui si è scatenato il dibattito sull’appropriatezza del premio riconosciuto al famoso Menestrello. Slogan e stralci di opinioni di scrittori da ogni angolo del globo sono diventati il terreno fertile per alimentare le firme da Terza Pagina del giorno seguente: lo scambio verbale si è acceso ed è andato approfondendosi. Speriamo solo, come si è augurato Sandro Veronesi, che questo favorisca maggiore attenzione alle parole di Dylan e che i suoi ‘motivi’ non restino in sottofondo. Il caso dell’Accademia di Stoccolma è stato il più eclatante, ma in molti altri i social si sono dimostrati l’inizio di un confronto trasversale, che ha coinvolto chiunque fosse interessato e a portata di wifi, dall’addetto ai lavori all’appassionato, dall’intellettuale al lettore della domenica. Oltre che a incuriosire sulle fonti trattate, progetti come #furioso16tw limitano al massimo le convenzioni e spronano pure i più schivi ad esprimersi.

#Furioso16tw passerà il testimone ad #OrlandoPazzo, la riscrittura di Orlando Pazzo nel Magico Palazzo di Luigi Dal Cin, condotta secondo il metodo TwLetteratura. Quanto è importante innovare l’accesso alle opere letterarie, sfruttando le nuove tecnologie e piattaforme come Betwyll che hanno l’obiettivo di favorire e stimolare l’accesso alla lettura?

Valeria Noli: Twitter è il regno dell’essenziale, ma anche il dominio della precisione. Ha un suo linguaggio, ma chi scrive bene in italiano trova un terreno fertile dove bisogna esprimersi in modo sintetico. Rileggere e commentare un grande classico come il Furioso attraverso Twitter, e questo vale per qualunque classico e per qualsiasi social media, è in sostanza un gioco, ma può essere stimolante, se il progetto di base è concepito con competenza scientifica e tecnica. Noi semplicemente stiamo invitando le persone a rileggere un’opera molto celebrata nel 2016, ma che – come accade ai nostri grandi classici – in molti non rileggono, dopo la scuola. Avevamo già fatto qualcosa di simile nel 2013, proponendo la sintesi del Decameron di Boccaccio in 100 tweet (#14000DB). Anche in quel caso i tweet erano in rima, così come nel #furioso16tw. La rima è uno spunto per la creatività, rende il gioco più accattivante e coinvolgente e aiuta a sintetizzare i concetti, aprendo spazio alla fantasia.

#furioso16tw è anche una forma di sperimentazione, dove abbiamo fatto incontrare il carattere innovativo del portale di MuseoFerrara, che propone anche percorsi virtuali tra i luoghi ariosteschi, e la prospettiva dell‘italsimpatia, approccio che ispira le azioni della ‘Dante’ nella sua attività di promozione della lingua, dell’arte e della cultura italiana. Twitter arriva in tutto il mondo, è anche un modo per ‘fare rete’ sui temi fondamentali per il nostro Paese, tra cui spiccano quelli culturali. È decisamente importante innovare l’accesso alle forme letterarie anche sfruttando i nuovi strumenti della comunicazione. Ma una cosa è ancora più importante: bisogna basare questi inviti alla rilettura dei classici su progetti scientificamente validi, e su dinamiche di rete e collaborazione, allo scopo di creare anche dei ‘circoli culturali’. Chi conosce, chi vuol conoscere meglio e chi semplicemente ama la nostra cultura in questi spazi virtuali può dialogare in un ‘mondo possibile’, stando per qualche minuto al riparo dal vociare perpetuo della vita contemporanea.

#Furioso16tw è un progetto di Valeria Noli (per la Società Dante Alighieri) e di Matteo Bianchi (per MuseoFerrara), con la supervisione scientifica del Prof. Alberto Casadei (ordinario di Lingua e letteratura italiana presso l’Università di Pisa e membro del Comitato scientifico della Società Dante Alighieri). Per ulteriori informazioni sul progetto potete consultare i siti dei promotorladante.it e museoferrara.itseguire i profili Twitter @la_dante, @MuseoFe, @ComunediFerrara, @PalazzoDiamanti e @2016furioso. Qui invece la raccolta con i tweet dei primi 24 giorni. 

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