Disturbi mentali: un concorso letterario per parlarne

Il 13 maggio su Betwyll leggiamo Caducità di Freud in occasione della premiazione del concorso letterario sui disturbi mentali Strana.Mente, di cui ci parla Giuliano Castigliego.

Disturbi mentali: il concorso Strana.mente

Per il secondo anno consecutivo l’associazione per la diffusione della cultura psichiatrica e psicoterapeutica Uma.Na.Mente ha invitato gli studenti delle scuole superiori a riflettere sui meccanismi e sulle forme del disagio psichico attraverso il concorso letterario Strana.Mente. Perché è importante avviare questa riflessione nelle scuole?

Lo studio epidemiologico PrISMA Study condotto in Italia nelle scuole su ragazzi/e tra i 10-14 anni nel 2009, dimostra che tra loro una percentuale di circa il 10% presenta un disturbo mentale. Analoghe percentuali sono state riscontrate negli altri paesi europei e occidentali. Si sa inoltre che “la maggioranza dei disturbi mentali in età adulta hanno preso origine in infanzia e in adolescenza”. Più esattamente “il 75% dei disturbi mentali si manifesta in maniera sintomatologicamente evidente entro i 25 anni” e il 50% di quelli più gravi addirittura prima dei 14 anni. Ciò nonostante noi genitori facciamo ancora molta fatica a parlarne con i nostri figli e le nostre figlie, che cercano invece informazioni in Internet. Studi inglesi rivelano che il 55% dei genitori non ha mai discusso di salute mentale con i propri figli, mentre il 62% degli adolescenti ha cercato informazioni sulla depressione in internet. Le malattie, in particolare psichiche, dei nostri figli ci atterriscono, ci angosciano, ci colpevolizzano. Per questo preferiamo rimuovere, negare, incolpare altri. 

Meglio invece parlarne. Tra le tante iniziative che senza allarmismi e con spirito critico e scientifico aiutano a far conoscere i disturbi mentali dell’età evolutiva e invitano ragazzi/e a vincere paure e pregiudizi e a discuterne tra loro, con i loro genitori, insegnanti, terapeuti, c’è anche il concorso Strana.Mente. Attraverso la letteratura i ragazzi si possono avvicinare al disagio psichico dei protagonisti di romanzi, racconti, film e in modo mediato entrare in contatto con la loro stessa sofferenza e le loro risorse per superarla.

Il filo conduttore di questa edizione è stato il tema della caducità, da esplorare in forma scritta, video o figurata a partire dagli spunti offerti da tre diverse opere, rispettivamente di Sigmund Freud, Paul Auster e Richard Attemborough. Quali ragioni hanno orientato questa scelta?

Ci siamo ispirati quest’anno al breve ma assai significativo testo di Freud Caducità. La caducità del bello, ci dice Freud, non implica un suo svilimento. Anzi. “Il valore della caducità è un valore di rarità nel tempo”. “Se un fiore fiorisce una sola notte, non per ciò la sua fioritura ci appare meno splendida”. Ciò vale per le fugaci stagioni della nostra vita, per i mutevoli e spesso incostanti rapporti con le persone che ci sono care ma anche per la nostra precaria salute fisica e psichica. La nostra fragilità è un limite ma anche, come dice Borgna, un prezioso valore di sensibilità e delicatezza da rispettare, scoprire, comprendere. Disturbo, disagio, sofferenza sono, possono diventare, riflessione, arricchimento interiore, apertura a sé e all’altro (da noi). Il protagonista del romanzo di Auster, affetto da schizofrenia, e il suo cane, che alla morte del padrone deve cercare precario rifugio sono riuscite figure letterarie di questa fragilità. L’innamoramento e poi il lutto del protagonista del film Il viaggio in Inghilterra, nella realtà lo scrittore CS Lewis, rappresentano le fasi di quella caducità.

Disturbi mentali: il ruolo della narrazione letteraria

Affrontare il tema dei disturbi mentali in maniera mediata dalla letteratura quale valore aggiunto offre da un punto di vista psicoterapeutico? Avete in programma altre iniziative a riguardo?

La narrazione letteraria, (figurativa, cinematografica) è strumento privilegiato per comprendere il disagio psichico. Identificandoci con i personaggi letterari, noi lettori entriamo nei processi delle loro menti e dei loro cuori, facendo un “viaggio nel noto e nell’ignoto” (Magris). Dentro di loro, ma anche, indirettamente, dentro noi stessi. Nell’incontro con i personaggi narrativi entriamo in dialogo con gli infiniti, talora angoscianti, paesaggi del nostro animo ed impariamo ad osservarli, ammirarli, conoscerli, ed anche, per quel che ci è possibile, a percorrerli in loro compagnia. È infatti il rapporto, letterario, umano o terapeutico che sia, che ci apre alla comprensione.

Il prossimo appuntamento è l’annuale congresso di Uma.na.mente che si terrà  il 30 settembre a Lograto e sarà dedicato al tema “Labirinti della complessità: tra impotenza e onnipotenza”. Vogliamo affrontare da diversi punti di vista, letterario, antropologico, psicanalitico, clinico, com’è nello spirito della nostra associazione, il problema delle angosce vecchie e nuove suscitate in tutti noi dalla complessità presente e futura. Come accoglierle, interpretarle, elaborarle e superarle scongiurando i pericoli di un (iper)controllo reazionario e intollerante, di un illusorio sentimento di onnipotenza o di un ripiegamento regressivo verso un mitico passato. Abbiamo il piacere di ospitare tra gli altri il noto psicanalista, Silvio Mercai, autore, insieme a Beatrice Cannella dell’innovativo saggio La psicanalisi nelle terre di confine.

Caducità: il gioco su Betwyll

I vincitori del concorso verranno premiati il 13 maggio alla Residenza Vittoria di Brescia, struttura rivolta alla terza e quarta età i cui ospiti hanno partecipato all’iniziativa condividendo le proprie prospettive ed esperienze con educatori professionisti. Quali sono stati gli esiti di questa collaborazione e cosa è emerso dal confronto generazionale sul tema dei disturbi mentali?

Per il momento il cammino è stato parallelo. Gli studenti hanno riflettuto sui temi con i loro docenti e compagni e ci hanno già inviato i loro elaborati, gli ospiti della residenza Vittoria stanno ancora elaborando i loro ricordi e le loro riflessioni con gli educatori. Solo al momento della premiazione e poi sul nostro sito le esperienze degli ospiti anziani e dei giovani studenti si incontreranno e si integreranno tra loro. Ringrazio a nome di Uma.na.mente TwLetteratura che, in occasione della premiazione, il 13 maggio, offre l’opportunità di ri-leggere e ri-scrivere in 140 caratteri proprio il testo di Freud, Caducità, sulla app per il social reading Betwyll, consentendo così a tutti, giovani e meno, di riflettere sulla propria fragilità e di aprirsi a quella altrui.

Giuliano Castigliego (@giulicast) Vengo dalle nebbie della bassa bresciana (Lograto), mi piace il mare, risiedo da vent’anni tra le montagne della Svizzera tedesca, sono sposato, ho un figlio diciottenne e un cane bulgaro. Laureato in medicina, specialista in psichiatria e psicoterapia, lavoro come psichiatra e psicoterapeuta ad indirizzo analitico nel mio studio a Coira, Svizzera. Sono membro dell’accademia psicoanalitica della svizzera italiana e della società Balint svizzera. Sono formatore, supervisore e conduttore di gruppi Balint. Sono co-fondatore di Uma.na.mente e curo il blog Incontri di confine su Nòva. 

 

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