Bilinguismo: con TwLetteratura è più facile

Tra le varie applicazioni didattiche del metodo TwLetteratura, il supporto al bilinguismo sperimentato con la figlia da Chiara Liberio, docente italiana residente a Dublino.

TwLetteratura e bilinguismo

Con TwLetteratura il bilinguismo si mantiene giocando

Nella prima e-mail che ci hai inviato ti dicevi entusiasta del metodo TwLetteratura per i suoi risvolti didattici, che stai sperimentando direttamente con tua figlia in un contesto di bilinguismo (italiano-inglese): quale aspetto del metodo ritieni fondamentale per la sua efficacia?

Ci sono bambini che per lunghi periodi vivono all’estero a causa del lavoro dei genitori ma sono privi di un supporto adeguato per il mantenimento della lingua materna. In molti casi si può rafforzare la lingua del paese d’accoglienza, mentre la lingua madre rischia di indebolirsi (bilinguismo sottrattivo), in particolare per quanto riguarda le competenze scritte. Nel mio contesto, come per molti altri italiani all’estero, la lingua materna è mantenuta parlando italiano in casa, talvolta leggendo, e con corsi di un’ora settimanale per bambini madrelingua. In TwLetteratura ho visto la possibilità di integrare efficacemente queste pratiche con attività a supporto delle competenze di lettura e scrittura, un’espansione dei momenti di lettura. Ritengo importante che queste pratiche si inseriscano nella quotidianità e rappresentino un uso autentico e motivante della lingua. 

TwLetteratura rende questo possibile per l’interazione quotidiana e per il dialogo spontaneo che può nascere esplorando il testo. Inoltre, mentre una pagina bianca e vuota può spaventare, la dimensione ludica delle proposte per bambini e la concisione del tweet/twyll permettono di avvicinarsi alla scrittura con meno ansia e di porsi obiettivi quotidiani fattibili, concentrandosi sull’aspetto linguistico e creando un ponte tra lettura e scrittura. L’uso della tecnologia, sempre monitorato, può essere un catalizzatore. Inoltre confrontarsi con l’operato delle scuole e con i tweet e i lavori pubblicati online sul feed di TwLetteratura offre agli apprendenti figli di italiani all’estero una finestra sul mondo dei loro pari e la possibilità di identificarsi e posizionarsi come apprendenti di italiano, oltre che regalare una grande quantità di stimoli e spunti che i genitori possono cogliere e adattare alla propria situazione. Leggere seguendo un calendario, sentendosi partecipi del progetto, ha aiutato a mantenere il ritmo. Insomma, un’ottima occasione per tentare di superare il literacy divide tra bambini scolarizzati in Italia e bambini italiani all’estero. Ovviamente il genitore deve essere molto presente e agire da filtro.  

Il tuo approccio didattico riguarda da un lato l’aspetto professionale di insegnante, dall’altro invece quello personale: ci hai scritto che usi TwLetteratura per fare imparare l’italiano a tua figlia, nata in Irlanda. In particolare, recentemente hai svolto ricerca su questo approccio. Quali risultati hai raggiunto? Cosa hai studiato e con quale metodologia?  

Per ora ho partecipato con mia figlia a due progetti, OrlandoPazzo e CarolTw. Abbiamo letto i testi di volta in volta, ci siamo confrontate con quanto prodotto online da varie scuole e abbiamo disegnato, giocato e scritto tweet e twyll, molti anche non pubblicati perché in diversi casi TwLetteratura è servita come spunto. In assenza di una classe, inoltre, per sostenere la motivazione sono stati utili stimoli come i libri cartacei, sia in italiano che in inglese, o la visione della versione teatrale di uno dei testi.

Nell’ambito di un corso su tecnologia e comunicazione che ho frequentato, ho intrapreso un’osservazione delle pratiche di lettura che stavo già mettendo in atto con TwLetteratura. Seguendo un approccio sociosemiotico, ho avuto modo di analizzare le affordances di TwLetteratura ai fini dello sviluppo di pratiche di lettura e scrittura in italiano e di osservare come i segni, le immagini e i testi offerti dalle altre scuole fungono da modello ma vengono poi interpretati, appropriati e reimpiegati in maniera diversa a seconda del contesto. Per esempio, ho osservato come può crescere il senso di identificazione con il ruolo di lettore/commentatore italiano e come prende forma la scrittura in italiano via via che ci si addentra nella storia. Nel corso della lettura ho cercato di attirare l’attenzione sulle strutture linguistiche che potevano essere più problematiche, giocando con i codici e mettendo a confronto espressioni inglesi e italiane, nell’ottica di una didattica bilingue. Molti dati sono ancora in fase di elaborazione. 

Non solo bilinguismo: un metodo per tanti contesti

Stiamo cercando di sperimentare il metodo TwLetteratura anche nelle scuole e nelle università, e dopo l’Italia ci piacerebbe lavorare anche in altri Paesi. Tu stai lavorando anche in questa direzione: a tuo parere, quello di TwLetteratura è un metodo valido per tutte le culture? E perché?

Si tratta di un discorso complesso, legato all’importanza che si attribuisce al social reading e a come possono nascere e crescere iniziative, gruppi e comunità online nella loro la dimensione “glocal”, soprattutto se legate a un contesto culturale specifico e con partecipanti provenienti da esperienze diverse. Tra pratiche online e offline possono avvenire interscambi fluidi, a quanto vedo anche TwLetteratura si “modifica” di volta in volta a seconda del progetto. Coinvolgendo apprendenti stranieri, per esempio, il modello di gioco letterario legato all’Oulipo può essere affiancato da richieste specifiche e strategie volte a esplorare una dimensione più prettamente linguistica, interculturale o plurilingue, in linea con gli obiettivi di apprendimento che ci si pone e con quanto ritenuto rilevante in un contesto specifico. Mi sembra che, nella sua capacità di accogliere progetti diversi, TwLetteratura stia già ampiamente dimostrando la sua capacità di rispondere a diverse realtà.

Tu che vivi in un doppio contesto (italiano e anglosassone), e sperimenti di entrambi i lati positivi e negativi, cosa risponderesti a chi obietta che un metodo come la TwLetteratura è troppo basato sul fare e poco sull’apprendere?

Questa affermazione mi sembra un po’ generica. Per quanto riguarda i contesti scolastici, a mio avviso occorre identificare obiettivi di apprendimento, strategie per conseguirli e capire se e come il metodo TwLetteratura può essere utilizzato per raggiungerli. È necessario inoltre sviluppare ipotesi di ricerca con rigore scientifico, abbiamo bisogno di analizzare le opportunità e le affordances offerte dai contesti digitali, perseguire obiettivi misurabili, effettuare esperimenti e raccogliere dati in contesti specifici per poter valutare con risultati concreti alla mano.

Chiara Liberio è laureata in Lingue e Letterature Moderne presso lo IULM di Milano e ha conseguito un M.A. in Comparative Literature (Graduate Center CUNY) e un M.Phil. in Applied Linguistics (Trinity College Dublin). È appassionata di glottodidattica, educazione bilingue e letteratura. Ha trascorso metà della sua ventennale esperienza di insegnante di lingue insegnando italiano per stranieri a livello universitario negli Stati Uniti e in Irlanda e l’altra metà come docente di ruolo di inglese presso il liceo Classico Tito Livio di Milano. Attualmente vive a Dublino, dove è dottoranda in Linguistica Applicata presso il Trinity College Dublin.

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