Indiana University: in classe con Betwyll

Indiana University è a Bloomington, nel cuore del Midwest. Nel suo Dipartimento di Italiano, la professoressa Colleen Ryan è stata tra i primi insegnanti a testare il metodo TwLetteratura. In questa intervista ci racconta perché.

Indiana University

[Nella foto: il Global and International Studies Building, dove ha sede il Dipartimento di Francese e Italiano di Indiana University]

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Indiana University è un’università come quelle che vediamo nei film: un campus enorme, prati curatissimi, la squadra di football e di basket con le cheerleaders, le confraternite e gli atleti con il bomber. All’interno del suo Dipartimento di Francese e Italiano, la professoressa Colleen Ryan è stata tra i primi insegnanti a usare il metodo TwLetteratura con i suoi studenti americani per lo studio di lingua, letteratura e cultura italiana. Le abbiamo chiesto perché e quali sono i risultati che ha raggiunto.

Libri, cinema, TV: le sperimentazioni di Indiana University

Quanti e quali progetti hai finora costruito a Indiana University utilizzando il metodo TwLetteratura?

Ho costruito finora molti progetti su Betwyll, tutti diversi tra di loro e finalizzati all’utilizzo della app da parte degli studenti per rispondere a domande analitiche di analisi testuale, di riflessioni culturali, di riflessioni personali, e anche di analisi visuale tramite il confronto del testo con certe immagini, copertine, manifesti o sequenze di un film. Il primo, a fine 2016, fu dedicato al libro Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio, scritto da Amara Lakhous, svolto dagli studenti in italiano. Dopodiché, all’inizio del 2017 mi sono dedicata al libro The Fortunate Pilgrim di Mario Puzo (meglio conosciuto per essere anche l’autore de Il Padrino), un progetto svolto in lingua inglese. Nella tarda primavera del 2017 mi sono dedicata a due progetti. Il primo era focalizzato alla famosissima serie TV I Soprano, in inglese; il secondo, al libro e al film Venuto al mondo, in italiano.

I vantaggi del metodo TwLetteratura

Nel tuo caso, l’uso del metodo TwLetteratura con Betwyll è servito per due scopi: sviluppare la conoscenza della letteratura italiana da un lato e migliorare le competenze linguistiche di studenti madrelingua americana. Qual è il principale vantaggio, dal punto di vista didattico e linguistico, di utilizzare il metodo TwLetteratura?

Ho trovato molto utile utilizzare Betwyll per la sua accessibilità, dal momento che la presenza su dispositivi mobili lo rende utilizzabile ovunque e ogniqualvolta uno ne abbia voglia. Inoltre, la brevità dei twylls non intimidisce lo studente (anche se, dall’altro lato, ogni tanto ne frustra le competenze). Infine, incentiva lo studente ad avere maggior conoscenza dell’uso della lingua e della formulazione della frase.

Dalla carta a Betwyll

Il tuo primo approccio con il metodo TwLetteratura fu su carta, con i tweetdiari (un esperimento analizzato anche dal nostro Iuri Moscardi); dopodiché, sei passata a Betwyll. Quale tra i due è stato il metodo più efficace? Soprattutto, quanto è importante l’interazione social nei progetti didattici che si basano sul metodo TwLetteratura?

Credo che la pratica sulla carta, anche in forma di workshop in classe, sarebbe utile e che dovrei
farlo insieme alla classe regolarmente prima di assegnare le attività su Betwyll. Betwyll, in generale, è più efficace per l’accesibilità: per esempio, gli studenti che lo utilizzano non devono mettersi a cancellare manualmente e poi riscrivere. L’interazione sociale, per quanto riguarda la mia esperienza, si è realizzata nella lettura e risposta/commento, da parte degli studenti, dei contributi dei loro compagni di classe. A volte abbiamo proiettato tutte le risposte ad una data domanda in classe, ma dietro gli schermi hanno interagito principalmente come parte del compito assegnatogli.

Social reading e didattica tradizionale

Secondo te, il metodo TwLetteratura può integrarsi con le metodologie di insegnamento finora più comuni? Per quali ragioni?

Sì, può integrarsi benissimo perché certe attività che ho assegnato meritano risposte molto più lunghe di quelle in 140 caratteri: per esempio, andrebbero sostenute da punti di vista diversi o ancora corrispondenti a varie citazioni o episodi/frasi/momenti in un dato capitolo. Quindi la versione breve su Betwyll può servire come utile spunto per brainstorming o pre-scrittura o pre-discussione in classe, e integrata efficacemente in questo senso. Betwyll può inoltre essere usato in classe per esercizi e attività, elementi tipici della didattica universitaria negli Stati Uniti (per esempio: avete 5 minuti per rispondere a una domanda di contenuto o grammatica e per rispondere poi ad altri due compagni).

Colleen Ryan​ è Professore di Italiano e Direttrice degli Undergraduate Studies nel Dipartimento di Francese e Italiano a Indiana University. Ha insegnato corsi di lingua e cultura italiana e italo-americana, cinema, letteratura italiana contemporanea, teatro a ogni livello. A Indiana University è stata direttrice del programma di lingua italiana dal 2007 al 2014. Tra i suoi libri Sex, the Self, and the Sacred: Women in the Cinema of Pier Paolo Pasolini (2007) e il manuale per l’apprendimento dell’italiano a livello intermedio Caleidoscopio (con Daniela Bartalesi Graf, Pearson 2014).

Attualmente, è presidente dell’American Association of University Supervisors and Coordinators (per il programma di studio delle lingue straniere). Negli ultimi 10 anni, ha lavorato sull’articolazione del curriculum per le scuole superiori americane. Tra le sue aree di ricerca, cinema e letteratura italiani, apprendimento delle lingue straniere, dinamiche dell’insegnamento. Attualmente, sta lavorando a un’antologia del teatro italiano-americano e a un libro su registe italo-americane che lavorano dentro e fuori Hollywood.

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