#Ventotene in classe

Abbiamo chiesto alla prof.ssa Alessia Accili di raccontarci come sta affrontando il progetto #Ventotene insieme ai suoi alunni: ecco cosa ci ha risposto.

Manifesto di Ventotene

Perché far leggere il Manifesto di Ventotene a scuola?

Con #Ventotene leggiamo e commentiamo un testo molto denso: da professoressa, quale aspetto del testo ti ha affascinata e di conseguenza spinta a partecipare (il suo valore storico, di analisi politica, documentale, ecc.)?

Quest’anno ho iniziato l’anno scolastico nella mia classe seconda con il progetto #Viagginversi con il quale ho introdotto il metodo TwLetteratura e i ragazzi hanno risposto positivamente. Grazie al loro entusiasmo ho deciso di intraprendere #Ventotene. Devo confessare di non aver mai letto il Manifesto di Ventotene ma ciò che mi affascinava era l’idea di leggere un documento storico non troppo distante da noi e che avesse contribuito alla costruzione della storia che stiamo vivendo. Questa avventura l’ho intrapresa con le mie tre classi: una seconda, una terza e una quarta. Ho deciso di far lavorare tutte le mie classi a questo progetto perché l’ho ritenuto essere un argomento fondamentale da inserire nella programmazione di cittadinanza e costituzione (programmazione su cui non si hanno ancora esatte direttive) che  sarà alla base della prova orale dell’esame di Stato. Aver deciso di lavorare con tre classi che ancora non hanno affrontato nella programmazione di storia il ‘900 avrebbe reso tutto molto difficile, pertanto ho pensato di utilizzare il Manifesto di Ventotene come testo per esercitarsi nell’analisi e comprensione lessicale e testuale e poi come testo per introdurre discussioni e riflessioni.#Alcuni spunti per il lavoro in classe

Come stanno reagendo i tuoi studenti alla lettura del testo? Ci sono delle particolari difficoltà che state incontrando?

I miei alunni (classi 2A e-commerce, 3G tecnico grafico, 4L socio sanitario) reagiscono ancora con poco entusiasmo, perché la difficoltà più grande è di traduzione del testo, aldilà del conoscere il contesto storico a cui si riferisce. Pertanto sto seguendo questi due percorsi: con i ragazzi di seconda e terza leggo in classe il testo, a ogni paragrafo mi fermo e chiedo loro di spiegarmi, o meglio riassumermi, cosa è stato letto. Da questa mia richiesta iniziano le loro domande sul significato di alcune parole, fino ad arrivare a domande che riguardano i concetti che vedono espressi nel testo. Dopo la fase della spiegazione, chiedo loro di prendere un post-it e scriverci sopra il loro twyll che andrà a costruire una parte di un manifesto cartaceo.

Con i ragazzi di quarta classe parto dal chiedere loro di leggere a casa e scrivere un twyll che in classe dovranno spiegare. Dalle spiegazioni dei loro twyll, io inizio a entrare nel contesto storico del Manifesto di Ventotene, anticipando la storia del’900 e cercando, quando possibile, dei collegamenti o riferimenti con la storia che stanno studiando. I loro twyll vengono scritti affianco al testo del Manifesto, che hanno fotocopiato, così sarà un lavoro che potremo riprendere in quinta.

Leggere con una community

La forza di TwLetteratura sta nell’essere comunità: si legge e si commenta tutti insieme, in pubblico, senza filtri, spesso trovando nei twyll/tweet degli altri spunti e stimoli impensati. Pensi che anche i tuoi studenti stiano reagendo in questo modo oppure l’esposizione al pubblico per una volta rischia di essere un limite?

L’esposizione al pubblico non è limite, anzi. A volte è uno stimolo, perché leggere che altri ragazzi o adulti hanno scritto ciò che loro stessi hanno pensato è motivante, li fa sentire “giusti”. Didatticamente, far spiegare il proprio twyll a ogni alunno diventa una forma di esercizio di esposizione di cui i ragazzi non si rendono conto: sono più sciolti rispetto ad una classica interrogazione e poter condividere e criticare l’idea di un coetaneo “virtuale” li coinvolge.

Leggere un testo come il Manifesto di Ventotene ha un significato che va oltre il semplice aspetto testuale o linguistico. Leggerlo su Betwyll, quasi una forma di close reading, fa emergere questo aspetto o rischia di distogliere dal focus generale?

Non credo che leggere il Manifesto di Ventotene su Betwyll distolga dal focus generale, anzi: i commenti/twyll di altri credo che diano lo spunto per andare oltre il significato letterale e fare riflessioni che coinvolgano anche più discipline. Ad esempio, con la classe quarta, spesso i ragazzi riescono a far collegamenti con alcuni passi di J.J.Rousseau studiati quest’anno. Inoltre, io e il mio collega di informatica siamo riusciti, proprio partendo dal metodo TwLetteratura, a creare una simpatica attività che coinvolgesse le due materie: italiano/storia e informatica. 

Nel corso di quest’anno scolastico, i ragazzi della seconda del corso e-commerce in informatica hanno imparato a creare siti internet e gestire vendite online. Pertanto, abbiamo pensato la seguente consegna: Ventotene è un’isola del Mar Tirreno, situata al largo della costa al confine tra Lazio e Campania. La Regione Lazio ha deciso di metterla in vendita e vi ha incaricato di creare un sito per: mettere in risalto le sue caratteristiche geografiche, storiche, culturali, turistiche, i servizi offerti, ecc., in modo da dare una descrizione completa ai potenziali acquirenti; realizzare la vendita vera e propria. Si suggerisce di realizzare il sito utilizzando il CMS WordPress e curare la parte della vendita attraverso il plugin WooCommerce.

#Ventotene. Comunità, cittadinanza e identità europea è un progetto realizzato da TwLetteratura, ABCittà e Cooperativa Liberitutti con il sostegno della Compagnia di San Paolo, nell’ambito del “Bando Polo del ‘900”, destinato ad azioni che promuovono il dialogo tra ‘900 e contemporaneità usando la partecipazione culturale come leva di innovazione civica (#CSP_innovazionecivica), e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

     

Antonella Accili - intervista #VentoteneAlessia Accili, laureata in lettere presso università dell’Aquila nel 1999, fa il suo ingresso nel mondo della scuola come insegnante di sostegno e italiano. Dopo soli 10 anni di precariato entra in ruolo e approda alla cattedra di Lettere e storia nell’Istituto professionale e tecnico “Podesti Calzecchi Onesti” di Ancona. Trattandosi di una scuola dall’utenza difficile a livello sia didattico sia umano, metodi alternativi come quello di TwLetteratura sono un’arma per poterli interessare!

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