L’importanza del pensiero creativo

In occasione del lancio del progetto Creative Collaborations-TwLetteratura Caerffili su Betwyll, abbiamo intervistato Kate Strudwick di Head4Arts, nostro partner gallese, sull’importanza del pensiero creativo.

Creative Collaborations

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Creative Collaborations: Head4Arts

Head4Arts è un’organizzazione gallese impegnata nel coinvolgere le comunità attraverso le arti. Quali sono i benefici di questo tipo di approccio allo sviluppo comunitario?

Crediamo che un approccio creativo possa essere molto più efficace nell’attivare l’interesse delle persone. I metodi tradizionali, come gli incontri, le consultazioni e le presentazioni pubblici hanno un loro spazio, ma tendono ad attrarre sempre la stessa tipologia di persone: quelli che prediligono un approccio più formale. Questo può voler dire che le persone che sono chiamate a parlare a nome di una comunità non sempre riflettono adeguatamente le opinioni di tutti e questo può generare barriere alla partecipazione. Noi preferiamo far fare alle persone qualcosa di creativo insieme e questo offre il contesto in cui poter avviare una conversazione più ampia che va al di là del coinvolgimento dei soliti rappresentanti e da’ un quadro molto più realistico di quella comunità. Inoltre, fare qualcosa di creativo stimola l’immaginazione e fa nascere idee che provocano risposte, oltre a favorire l’inclusione di una maggior varietà di partecipanti. È sempre bello vedere le persone lavorare con noi, anziché nel corso di una lezione o di una presentazione più formali, in cui si è coinvolti in modo molto più passivo. E, sì, ci divertiamo! Si impara molto di più quando nel processo ci si diverte.

I cinque atteggiamenti creativi della mente

Il Governo gallese ha sviluppato un nuovo curriculum per l’istruzione basato sulle cosiddette “Five Creative Habits of Mind” da adottare entro il 2022. Potresti spiegarci meglio di cosa si tratta e come il vostro lavoro con le scuole sta adottando e in qualche modo anticipando questo cambio di paradigma? 

Sembra ci sia voluto del tempo, ma alla fine è stato riconosciuto che impegnarsi in una pratica creativa aiuta a nutrire quelle competenze essenziali di cui i bambini avranno bisogno per avere successo in futuro come cittadini felici, motivati e idonei al lavoro. Non si tratta semplicemente di insegnare loro ad essere artisti: si considera quello che è la creatività nel complesso e come incoraggiare l’adozione di un approccio creativo in ogni situazione per il benessere complessivo di quell’individuo.

Le cinque abitudini creative della mente (Immaginazione, Perseveranza, Curiosità, Disciplina e Collaborazione) vengono suddivise in componenti specifiche e questo aiuta i ragazzi a capire cosa significa essere creativi e a riconoscere i progressi. Ad esempio, imparano che l’immaginazione è giocare con le possibilità, stabilire connessioni e utilizzare la loro intuizione – e che queste competenze possono essere utilmente applicate in tanti contesti, non solo quando stanno “facendo qualcosa di artistico”. Allo stesso modo, quell’essere perseveranti include la capacità di continuare a fare qualcosa anche quando è difficile, osando essere diversi tutti gli altri fanno la solita cosa e imparando a gestire l’incertezza.

Chi lavora nel settore delle arti ha sempre dato valore al pensiero creativo, ma la nuova relazione tra il Governo gallese e l’Arts Council of Wales (l’ente responsabile del finanziamento e dello sviluppo delle arti in Galles, ndr) ha aggiunto peso alla discussione e ci ha dato un’opportunità per lavorare in modo molto più strategico nelle scuole, anziché semplicemente “fare un progetto artistico”. Ora è più facile collegare il nostro lavoro al nuovo curriculum che è stato introdotto e per noi è molto più semplice spiegare i collegamenti e dimostrare come il rafforzamento delle competenze creative aiuterà i bambini nell’apprendimento e migliorerà la pratica dei docenti.

Il bilinguismo in Galles

Il Galles è una nazione bilingue. Ci puoi raccontare come questo si riflette nel sistema educativo gallese e quali sono le sfide principali da affrontare a questo proposito? 

In Galles, la lingua gallese ha lo stesso status dell’inglese. È parte del curriculum principale studiato in tutte le scuole, ma è anche possibile scegliere che il proprio figlio venga istruito interamente in gallese, dall’asilo nido alla maturità e oltre. Le scuole che utilizzano il gallese come lingua stanno diventando sempre più apprezzate dai genitori che non lo parlano. Essi possono vedere i vantaggi di un’istruzione bilingue – non solo in termini di stimolo intellettuale, ma anche di miglioramento delle prospettive di futuro impiego. La domanda supera l’offerta e mentre molte nuove scuole aprono, i bambini che le frequentano spesso percorrono distanze considerevoli per avere questa opportunità.

Il Governo gallese si è dato degli obiettivi per l’aumento del numero di persone che utilizzano la lingua gallese, puntando a raddoppiarlo fino a raggiungere il milione di persone entro il 2050. Diverse sono le iniziative nate a questo scopo, in particolare per incoraggiare le persone a utilizzare il gallese al di fuori delle aule nella loro vita quotidiana, sociale e online. Questo risulta particolarmente difficile per i bambini se i genitori non capiscono il gallese, e a volte è più facile per loro usarlo soltanto a scuola. Noi vogliamo aiutarli a divertirsi a utilizzare e migliorare le loro competenze in lingua gallese.

Per Head4Arts è stato inoltre difficile operare in due lingue, quando le risorse non sono equamente disponibili. Ad esempio, è raro che i libri per l’infanzia scritti da autori gallesi contemporanei siano disponibili sia in inglese sia in gallese. Questo significa che i loro lettori frequentano o scuole inglesi o scuole gallesi con le rispettive selezioni di libri e con poche occasioni di accedere a un libro pubblicato nell’altra lingua o di poterne discutere. Fanno eccezioni i successi commerciali – ma il costo di pubblicazione di un libro in due lingue pone dei limiti alla capacità dei nostri eccellenti scrittori gallesi di raggiungere un pubblico tanto ampio. Head4Arts vuole che chiunque possa leggere libri di autori gallesi e avviare delle conversazioni a riguardo.  

Il progetto

Insieme a Head4Arts, Gomer Press, Literature Wales, Torfaen and Caerphilly Fusion Network e Menter Iaith Caerffili abbiamo appena lanciato un progetto parecchio all’avanguardia nel quadro del programma Creative Collaborations. Quali sono le sue principali componenti innovative, a partire dalla partnership sviluppata? 

Le complessità della sfida richiedono un approccio congiunto da parte di tutti gli “stakeholder” nell’esplorazione di una metodologia innovativa (offerta dall’esperienza dei nostri amici italiani). Questa partnership riunisce i bambini in quanto mercato editoriale di riferimento, i loro insegnanti interessati a incoraggiare i propri alunni a leggere libri in gallese e in inglese, l’autore (Dan Anthony) che scrive soltanto in inglese e la sua casa editrice (Gomer Press/Gwasg Gomer) che non sempre riesce a finanziare la pubblicazione di libri in entrambe le lingue. A loro abbiamo aggiunto Menter Iaith Caerffili – in qualità di principale agenzia locale di promozione dell’utilizzo della lingua gallese nella vita quotidiana – e Literature Wales – in qualità di organizzazione nazionale che può aiutare a diffondere l’apprendimento e le buone pratiche nel Paese. Il Fusion Network offre un altro meccanismo di promozione delle collaborazioni tra organizzazioni culturali ed educative e di condivisione dell’apprendimento.

Il programma di finanziamento dell’Arts Council of Wales, Creative Collaborations, riguarda due aspetti: favorire il pensiero creativo e affrontare le sfide in gruppo. Ci è sembrato il contesto perfetto per riunire le persone e farle lavorare insieme in maniera creativa. Il programma offre anche la possibilità di pensare in maniera ancora più visionaria, analizzando come strumenti di apprendimento come Betwyll sono sviluppati, cosa possono fare e cosa potrebbero fare se impiegati in un contesto completamente diverso (non basato su un testo). 

Come TwLetteratura, puntiamo a rompere la barriera tra il libro e il lettore. Come si riflette questo obiettivo nel progetto Creative Collaboration?

In questo progetto, i bambini – i lettori – arrivano ad assumere il controllo, interagendo direttamente con il testo su Betwyll e tra loro. In una fase successiva analizzeremo come i libri vengono scritti, illustrati, tradotti, pubblicati e condivisi, così che si ritroveranno completamente immersi nel mondo dei libri. Ci saranno anche interventi da parte dell’autore, di una poetessa rap – e di uno zombie – tutti pensati per aumentare la loro passione per i libri, sia in forma cartacea sia online. I partecipanti affiancheranno in prima persona altri gruppi di lettura, mostrando loro come utilizzare la app e lanciando la loro versione gallese di un libro famoso. Le esperienze maturate nel corso del progetto li aiuteranno nella fase finale, quando immagineranno nuovi modi di utilizzare la app Betwyll per rompere altre barriere all’apprendimento. 

Kate Strudwick - Head4Arts - Creative CollaborationsKate Strudwick è Creative Project Manager di Head4Arts, una società di gestione e produzione creativa delle valli del Galles meridionale, specializzata in arte di comunità. Essa opera in partnership con quattro autorità locali (Blaenau Gwent, Caerphilly, Merthyr Tydfil e Torfaen), utilizzando il coinvolgimento attraverso le arti come meccanismo di promozione dell’innovazione sociale, tramite la partecipazione in esperienze artistiche stimolanti sotto la guida di professionisti del settore. Copre tutte le forme artistiche e le fasce di età e nel 2018 festeggia il suo decimo anniversario. In precedenza, Kate ha lavorato per l’Arts Council of Wales e per il Caerphilly County Borough Council ed è uno dei membri del gruppo di musica folk gallese Allan yn y Fan.

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