Mandami tanta vita: dai twyll alle mappe

Giovanna Sgueglia è una docente da poco entrata a far parte della nostra community. Ai suoi studenti ha proposto di lavorare su Mandami tanta vita. Quale migliore occasione per intervistarla?

Mandami tanta vita

Un progetto tira l’altro

Come ci ha conosciuti e perché ha scelto di partecipare a uno dei nostri progetti di social reading?

Vi ho conosciuti attraverso la casa editrice Pearson. La decisone è scaturita dalla proposta di leggere Pirandello in classe su Betwyll. Pirandello è il mio autore preferito, quindi era l’occasione sia per approfondimenti personali, sia per proposte più stimolanti per gli studenti. Mi sono messa in gioco per prima: ho partecipato all’aula di prova per i docenti iscritti al progetto su Pirandello, poi a Mandami tanta vita e a Piante carnivore in salotto.

Inizialmente ci ha detto di aver avuto delle perplessità sul progetto Pearson-Betwyll. Cosa le ha fatto cambiare idea?

Le perplessità provenivano da una certa diffidenza verso lo strumento di lettura. Amo molto leggere, ho una vasta biblioteca di cui sono gelosissima, pur prestando agli studenti ciò che serve loro, dalla narrativa alla saggistica. Il cartaceo ha, per me, un fascino particolare: riprendere in mano un testo suscita emozioni diverse! Riporlo nello scaffale giusto, al suo posto che è anche il posto giusto nel tuo cuore. Ho apprezzato del social reading la possibilità di avere un confronto diretto con colleghi e studenti. Si è validata la mia convinzione che la lettura di un testo e la sua interpretazione dipendono da molteplici fattori personali. Il fatto di esprimerli in diretta e di avere più o meno l’approvazione conduce ad ulteriori riflessioni e a valutare anche punti di vista diversi.

Dai twyll alle mappe concettuali

Come ha impostato l’attività di social reading su Mandami tanta vita con i suoi studenti?

Mandami tanta vita. Un testo che mi ha preso. Ho apprezzato Paolo Di Paolo durante il Festival dell’antropologia che si tiene a Pistoia da dieci anni. Nel 2017, ho letto insieme ad alcuni studenti Tempo senza scelte, con curiosità mi sono avvicinata anche a questo scritto. Con Betwyll, mi sembrava di avere un appuntamento, “di fare i compiti” perché quotidianamente era un impegno irrinunciabile. Via via gli appunti dei twyll si sono trasformati in schemi e mappe che ho proposto agli studenti “al buio”. I risultati sono stati entusiasmanti.

Con i miei studenti della V A dell’IPSAAABI De Franceschi di Pistoia, una mattina ad esempio abbiamo riflettuto su questo:

Mandami tanta vita mappe 01

Da questa mappa è, poi, scaturito un dibattito, riassunto così da Veronica Tanteri:

Mandami tanta vita mappe 01

La vita lascia tracce?

Questo invece è quello che ha scritto Leonardo Brunetti, un altro mio studente della stessa classe, in proposito:

Per me la vita non sempre lascia tracce, intese come tracce nella Storia, dopo la morte. Quasi mai. Se non un legame affettivo per le persone a noi vicine. Ci sono solo rari casi nei quali la vita di una persona lascia una pesante impronta dietro di sé, restando nella memoria delle persone che vivranno anche nei secoli a venire. Nonostante possa affascinare fare della propria vita un’opera d’arte, destinata a resistere al tempo, secondo me è logorante e infelice passare i propri giorni nel tentativo di raggiungere questo intento. In effetti solo chi vivrà dopo di noi, al limite, godrà della nostra, “tanto sudata” opera d’arte. Noi saremo già morti. Con una sorta di ipocrisia si riconoscono veramente i meriti a qualcuno solo quando non c’è più. Questo non vuol dire che bisogna vivere una vita omologandosi alla massa, una vita piatta, o priva di ambizioni. Per me l’ambizione deve essere quella di realizzarsi raggiungendo la felicità e la serenità interiori, che si trovano più alla portata di quanto, a volte, ci possa sembrare. Fare dei sacrifici per ciò in cui si crede ed esserne ripagati, vivere per i sentimenti e non per le apparenze vuote e gelide, avere una propria linea morale della quale andare orgogliosi ma rispettando gli altri allo stesso tempo. Penso che non c’è bisogno di vivere un’eterna competizione con gli altri, serve solo ad accattivarsi la simpatia di persone false. Chi ci vuole bene non ha bisogno di dimostrazioni di valore. E chi crede in sé stesso non sente il bisogno di dimostrare ciò di cui è capace.

Un altro aspetto analizzato è stato quello della violenza di gruppo. Leggendo il brano sulla violenza squadrista, abbiamo lavorato sulla frase: “La pietà non ti frena, ti rende più feroce”. Un modo per collegarci al periodo storico del ventennio, con continui rimandi alle situazioni che si vengono a creare attualmente. Mandami tanta vita offre veramente tanti spunti di riflessione per approfondire e capire la realtà del nostro tempo.

Il social reading come possibilità di confronto

Pensa di partecipare ad altri progetti di social reading su Betwyll? Quali opere/tipologie di testo le piacerebbe affrontare con il metodo TwLetteratura?

Sicuramente non abbandonerò il social reading, anzi ne faccio una enorme pubblicità tra studenti e colleghi. Preferirei leggere testi di autori contemporanei, viventi. Tutti gli anni organizzo un incontro con l’autore perché per gli studenti  vedere e parlare con chi ha scritto, con chi si è messo in gioco scrivendo, è un approccio diverso con la letteratura. Il social reading ha il vantaggio del confronto diretto.

Giovanna SguegliaGiovanna Sgueglia è docente di Lettere presso l’Istituto Professionale per l’Agricoltura “Barone de Franceschi” di Pistoia. È stata spesso promotrice di attività intese a promuovere il gusto per la lettura stimolando gli studenti ad attivare il loro pensiero creativo e divergente. Con questa esperienza ha avuto modo di apprezzare la validità del progetto attraverso l’interesse manifestato dagli studenti.

 

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