#ProjectPont non si ferma

Dal video storytelling al supporto allo studio da casa, ecco come il team gallese sta adattando le attività del progetto per rispondere alle esigenze di scuole e famiglie in isolamento. 

#projectpont

EN

A seguito della diffusione della Covid-19, abbiamo deciso di estendere il calendario del progetto così che tutte le classi coinvolte potessero prendersi il tempo di continuare l’attività di social reading su Betwyll durante il passaggio obbligato alla didattica a distanza. Come stanno gestendo la nuova situazione e come avete adattato le attività previste?

KATE STRUDWICK: Il “lockdown” dovuto alla Covid-19 ha portato Head4Arts a rivedere completamente il proprio programma di lavoro, in particolare spostandone il focus verso attività che potessero essere svolte online senza costi per i partecipanti. Sapevamo che #ProjectPont era pronto per essere proposto a un più ampio gruppo di partecipanti e che in questo momento le scuole sono alla ricerca di progetti che possano essere inclusi nei programmi di studio da casa. Il virus ha inoltre rafforzato il senso di comunità e i gallesi sono molto consapevoli delle difficoltà che gli abitanti del Nord Italia stanno vivendo. Questo è sembrato il momento giusto per dimostrare solidarietà e per connettersi attraverso il nostro patrimonio condiviso di storie popolari.  

In questo scenario di isolamento forzato e di istruzione da casa, #ProjectPont potrebbe rivelarsi una risorsa particolarmente utile per le famiglie gallesi della vostra zona. Ci potreste spiegare perché? 

KATE STRUDWICK: Il Galles è una nazione orgogliosamente bilingue. Nella nostra zona è molto comune per genitori che parlano solo inglese mandare i propri figli in una scuola di lingua gallese. Questi istituti hanno una buona reputazione e molte persone decidono di iniziare a imparare il gallese perché i propri figli sono completamente bilingui. Tuttavia, la situazione attuale di istruzione da casa ha comportato dei problemi per quei genitori che non comprendono la lingua in cui si svolgono le lezioni dei figli. In isolamento, le famiglie hanno bisogno di attività da poter fare insieme. #ProjectPont offre quest’opportunità, mettendo a disposizione tutte le risorse sia in gallese sia in inglese – oltre che in italiano e occitano. Un altro aspetto positivo è che queste storie sono brevi. Per quei genitori che non si sentono sufficientemente sicuri da affrontare progetti più ampi, sappiamo che questo è un progetto gestibile cui possono dare una lettura al livello che padroneggiano. Chissà che non decidano di seguire altri progetti dal catalogo di Betwyll…

Come risorsa aggiuntiva pensata appositamente per supportare le famiglie nella fruizione delle storie su Betwyll, avete deciso di registrare delle performance in inglese e gallese sulle leggende pubblicate sulla app in sostituzione delle sessioni di storytelling dal vivo previste nelle scuole. Perché avete ritenuto importante mantenere la dimensione dello storytelling nel progetto? Quando e come saranno disponibili?

TAMAR ELUNED WILLIAMS: Credo sia importante ricordare che queste storie provengono da una tradizione orale e cercare di rendere onore a questo, anche in presenza di misure di distanziamento sociale. Anche se lo storytelling normalmente si svolge di fronte a un pubblico dal vivo, possiamo comunque trovare modi di raccontare storie in questo periodo, utilizzando il gran numero di piattaforme di social media a disposizione. Volevo filmarmi mentre raccontavo senza appunti queste storie in gallese e in inglese per mostrare che sono cose vive, che respirano e cambiano e si adattano ogni volta che vengono raccontate, esattamente come sarebbero state trasmesse dalle generazioni prima di noi. Per me questo sottolinea la componente “Pont” del progetto – il ponte – il fatto che, in un certo senso, abbiamo la stessa storia raccontata in Italia e in Galles (la leggenda del Ponte del Diavolo). Questo è potuto succedere solo perché le persone hanno viaggiato, colmando grandi distanze e portando le proprie storie con sé.

MORGAN ROBERTS: Le storie saranno pubblicate sulle pagine Facebook di Head4Arts (performance in gallese e inglese) e Menter Caerffili (performance in gallese) secondo questo calendario settimanale:

  • Martedì 28 aprile | Fate e silvani: ore 11 (in inglese) e ore 14 (in gallese)
  • Martedì 5 maggio | Creature metamorfiche: ore 11 (in inglese) e ore 14 (in gallese)
  • Martedì 12 maggio| Draghi e diavoli: ore 11 (in inglese e ore 14 (in gallese)

Tutte le storie si potranno riguardare sul canale YouTube di Head4Arts e sulla app Betwyll, tra i contenuti del progetto di social reading #ProjectPont. 

Come professionisti il cui lavoro si basa sull’interazione sociale, come state affrontando l’isolamento e adattando le vostre attività? Come immaginate che il coinvolgimento delle comunità, lo storytelling e la performance dal vivo cambieranno nel dopo-pandemia?

KATE STRUDWICK: Spero che questo periodo di isolamento avrà avvicinato le famiglie e che esse continueranno a esplorare storie insieme con piacere, che sia attraverso performance dal vivo o leggendo insieme o condividendo storie che hanno sentito. È probabile che per un po’ molte persone non avranno fretta di tornare a partecipare a grandi eventi sociali e che ci vorrà del tempo per adattarci a un nuovo stile di vita.  

TAMAR ELUNED WILLIAMS: Questo è un momento molto difficile per un’artista freelance il cui lavoro si basa sul far incontrare le persone. Ma è anche un periodo di opportunità e riflessione. Ho iniziato a raccontare storie in diretta Facebook e a organizzare serate di storytelling la domenica su Zoom. Questi spazi mi sembrano importanti. Ogni domenica ci seguono in 35-40 persone, alcune delle quali non sono mai state a eventi di storytelling, ma in questo periodo trovano nelle storie una fonte di conforto, riflessione e condivisione. Spero che in futuro parteciperanno ai nostri eventi dal vivo. Da organizzatrice di eventi performativi dal vivo, questa situazione mi ha anche fatto riflettere sull’accessibilità. Abbiamo avuto tante persone che ci hanno seguito per lo storytelling che non potranno mai partecipare a un evento dal vivo, perché hanno bambini piccoli o necessità particolari o non amano guidare la sera. Forse continueremo a considerare di organizzare eventi virtuali online anche quando le restrizioni saranno allentate, perché hanno una portata così ampia e rendono lo storytelling accessibile a chiunque, a prescindere dalle circostanze in cui si trova.

MORGAN ROBERTS: Lavorando con le comunità e in particolare con gruppi minoritari come i parlanti gallese, il rafforzamento della presenza online di contenuti in lingua gallese in ambiente digitale ha rappresentato un’opportunità. Per i membri di un gruppo minoritario è facile sentirsi isolati già in circostanze normali, ma una maggior presenza digitale online può rafforzare il senso di appartenenza e migliorare il benessere. La priorità è rimanere connessi online e mantenere vivo il dialogo tra noi e la comunità mettendo al centro del lavoro la nostra creatività collettiva. 

Kate Strudwick - Head4Arts - Creative Collaborations

Kate Strudwick è Creative Project Manager di Head4Arts, una società di gestione e produzione creativa delle valli del Galles meridionale, specializzata in arte di comunità. Essa opera in partnership con quattro autorità locali (Blaenau Gwent, Caerphilly, Merthyr Tydfil e Torfaen), utilizzando il coinvolgimento attraverso le arti come meccanismo di promozione dell’innovazione sociale, tramite la partecipazione in esperienze artistiche stimolanti sotto la guida di professionisti del settore. Copre tutte le forme artistiche e le fasce di età e nel 2018 festeggia il suo decimo anniversario. In precedenza, Kate ha lavorato per l’Arts Council of Wales e per il Caerphilly County Borough Council ed è uno dei membri del gruppo di musica folk gallese Allan yn y Fan.

Tamar Eluned WilliamsTamar Eluned Williams (@tamareluned / www.tamarelunedwilliams.com) racconta storie in gallese e inglese. Collabora con scuole, musei, teatri e festival utilizzando lo storytelling e il teatro per migliorare le competenze orali, di lettura e scrittura, e l’autostima. Lavora come protagonista in ambito creativo per l’Arts Council of Wales, come Engagement Coordinator per il Beyond the Border International Storytelling Festival e fa parte del duo Greenbank Hags, che cura e produce STORYPUB a Bristol. Ha vinto il Gwobr Esyllt Harker Award del Beyond the Border International Storytelling Festival nel 2016 e il premio nazionale Young Storyteller of the Year Award nel 2013.

Morgan RobertsMorgan Roberts è un esperto digitale. Da cinque anni collabora con Menter Iaith Caerffili a progetti creativi che promuovono l’uso del gallese a livello comunitario e con piacere ha iniziato a collaborare part time anche con il team di Head4Arts. In particolare, si occupa di contenuti creativi digitali e della creazione di comunità digitali online. 

 

Vuoi sapere di più su TwLetteratura e sui prossimi progetti di social reading in partenza? Iscriviti alla newsletter e scarica Betwyll, la app di TwLetteratura da App Store o Google Play.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *